Vendite giornali marzo 2020: exploit dei giornali locali

di Alessandro Avico
Pubblicato il 13 Maggio 2020 6:54 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2020 11:12
Vendite giornali marzo 2020: exploit dei giornali locali

Vendite giornali marzo 2020: exploit dei giornali locali (Foto Ansa)

ROMA – Coronavirus, strage di giornali sportivi. Per le vendite dei quotidiani italiani nel mese di marzo 2020, è il dato più significativo e impressionante. Lo stop al campionato di calcio si è tradotto per Gazzetta, Corriere dello Sport e Tuttosport in un crollo delle vendite intorno al 50%.

Non è così per gli altri giornali. Alcuni giornali locali hanno registrato un incremento sul marzo del 2020. Non sono pochi, sono 8, non succedeva da vent’anni.

Gli editori non potranno mai ringraziare abbastanza il sottosegretario all’Editoria Andrea Martella, che si è battuto come un leone. Ottenendo l’apertura delle edicole durante il lockdown.

Per i giornali nazionali, il trend è stato negativo come sempre. Con una accentuazione del segno meno, di un punto per il Corriere della Sera: -5% contro -4% un mese fa. E di 4 punti per Repubblica, da – 5% a -9%.

Si attenua invece la caduta del Fatto Quotidiano. Da un calo del 20% a fine 2019, era a -17% a gennaio, – 16% a febbraio, a -14% a marzo.

Giornali, vendite e politica.

Il Coronavirus occulta un po’ la smaccata propensione del Fatto verso il Movimento 5 stelle. Ad essa si può ben attribuire il crollo delle vendite dalla primavera del 2019. Ma la Regione più massacrata e scalcinata è la Lombardia, che è a guida Lega.

La traiettoria del Fatto non fa che confermare una vecchia regola. Che i giornali devono fare i giornali, non i partiti.

I giornali non possono essere neutri. I lettori non vogliono un rullo d’agenzia, vogliono riscontrare nel giornale la propria opinione. Questo lo spiegava già Balzac a metà Ottocento. 

Ma quando Scalfari prima appiattì Repubblica sul Governo Ciampi Amato, poi si invaghì dell’idea del giornale-partito, fu l’inizio di un declino irreversibile. Nel 1993 Repubblica vendeva 700-800 mila copie al giorno. Oggi ne vende meno di 130 mila. 

Ed è andata ancor bene. In Francia, l’avvento di un socialista alla presidenza della Repubblica, François Mitterand nel 1981 portò, nel giro di due anni alla chiusura di un giornale. Era socialista e molto filo governativo. Nessuno ricorda nemmeno il nome. Era arrivato a vendere più di 200 mila copie.

Vendite quotidiani nazionali.

Quotidiani
nazionali
Marzo 2020  Marzo  2019 2020 su 2019
Corriere Sera 173.194 182.259 0,95
Repubblica 127.856 140.301 0,91
La Stampa 82.204 99.058 0,82
Il Giornale 36.377 43.844 0,82
Il Sole 24 Ore 40.371 41.448 0,97
Il Fatto  24.102 27.996 0,86
Italia Oggi 12.804 16.864 0,75
Libero 23.831 23.160 1,02
Avvenire 17.956 21.956 0,81
Il Manifesto 6.829 7.864 0,86
La Verità  22.117 22.064 1,00

Quotidiani locali.

Quotidiani
locali
Marzo 2020

Marzo   2019

2020 su 2019
Resto del Carlino 73.223 82.458 0,88
Il Messaggero 54.702 70.155 0,77
La Nazione 49.810 60.507 0,82
Il Gazzettino 35.507 40.069 0,88
Il Secolo XIX 35.020 29.299 1,19
Il Tirreno 31.074 27.635 1,12
L’Unione Sarda 29.166 32.029 0,91
Dolomiten 6.018 5.545 1,08
Messaggero Veneto 32.328 32.677 0,98
Il Giorno 26.351 33.948 0,77
Nuova Sardegna 23.485 27.830 0,84
Il Mattino 19.973 24.137 0,82
Arena di Verona 19.041 20.624 0,92
Eco di Bergamo 22.922 19.888 1,15
Gazzetta del Sud 11.821 16.044 0,73
Giornale Vicenza 18.020 18.695 0,96
Il Piccolo 16.122 17.564 0,91
Provincia (Co-Lc-So) 15.028 16.530 0,90
Il Giornale di Brescia 17.550 16.993 1,03
Gazzetta Mezzogiorno 10.901 15.880 0,68
Libertà 17.211 15.925 1,08
La Gazzetta di Parma 16.044 15.308 1,04
Il Mattino di Padova 13.538 14.618 0,92
Gazzetta di Mantova 13.653 14.739 0,92
Il Giornale di Sicilia 7.803 11.917 0,65
La Sicilia 8.073 12.794 0,63
Provincia Cremona 11.597 11.492 1,00
Il Centro 8.817 10.711 0,82
Il Tempo 9.575 12.076 0,79
La Provincia Pavese 9.490 9.844 0,96
Alto Adige-Trentino 7.538 8.324 0,90
L’Adige 9.296 10.615 0,87
La Nuova Venezia 6.574 6.896 0,95
Tribuna di Treviso 8.557 8.788 0,97
Nuovo Quot. Puglia 6.873 8.437 0,81
Corriere Adriatico 9.117 11.084 0,82
Corriere Umbria 6.384 8.609 0,74
Gazzetta di Reggio 6.752 7.329 0,92
Gazzetta di Modena 6.185 6.564 0,94
La Nuova Ferrara 5.075 5.363 0,94
Quotidiano del Sud —- —- —-
Corriere delle Alpi 4.281 4.191 1,02
Quotidiano di Sicilia 8.357 6.034 1,38

Quotidiani sportivi.

Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.

Quotidiani
sportivi
Marzo  2020 Marzo 2019 2020 su    2019
Gazzetta dello Sport Lunedì 73.167 141.450 0,51
Gazzetta dello Sport 69.139 132.505 0,52
Corriere dello Sport  35.732 62.026 0,57
Corriere dello Sport Lunedì 39.428 68.790 0,57
Tuttosport  25.449 42.679 0,59
Tuttosport Lunedì 29.476 45.625 0,64

Perché insistiamo sulle vendite in edicola…

…e le teniamo distinte le copie digitali?

Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.

2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere.

Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.

3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.

Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads