Niki Lauda è morto. La rivalità con Hunt, l’incidente e i tre titoli di campione del mondo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Maggio 2019 8:07 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2019 8:38
Niki Lauda è morto. La rivalità con Hunt, l'incidente e i tre titoli di campione del mondo

Niki Lauda è morto. La rivalità con Hunt, l’incidente e i tre titoli di campione del mondo (foto Ansa)

ROMA – E’ morto, all’età di 70 anni, la leggenda della Formula 1 Niki Lauda.

Non si conoscono ancora le cause della morte. Lauda era stato ricoverato in una clinica privata in Svizzera per problemi renali.

“Con profonda tristezza, annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con la sua famiglia lunedì scorso”, si legge in un comunicato diffuso dalla famiglia e pubblicato dal “The Sun”.

 “I suoi risultati unici come atleta e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili, come il suo instancabile entusiasmo per l’azione, la sua schiettezza e il suo coraggio. Un modello e un punto di riferimento per tutti noi, era un marito amorevole e premuroso, un padre e nonno lontano dal pubblico, e ci mancherà”, scrivono i familiari.

Niki Lauda è considerato uno dei piloti più forti di sempre della Formula 1.

Soprannominato “Il Computer”, Lauda è stato tre volte campione del mondo di Formula 1 (nel 1975 e 1977 con la Ferrari, nel 1984 con la McLaren).

Ha disputato 171 Gran Premi, vincendone 25, segnando 24 pole position e altrettanti giri veloci.

Lauda fu protagonista di una delle rivalità più conosciute e importanti nella storia della Formula 1 con il pilota britannico James Hunt. Rivalità poi raccontata da Ron Howard nel film “Rush”.

Lauda fu anche vittima di un terribile incidente che avvenne durante il Gran Premio di Germania del 1976. L’auto di Lauda, dopo aver colpito una roccia fuori dal circuito e dopo essere stata tamponata da due auto, prese anche fuoco.

A causa dell’incendio il pilota riportò numerose ustioni, soprattutto al viso. Nel 1985 Lauda si ritirò dalle corse ma non lasciò la Formula 1 e nel corso degli anni diventò manager di diversi team.