Alessandro Camilli

Crisi, 10 anni: per chi? In Italia 1milione 288mila milionari, 138mila in più

crisi-economia

Crisi economica: dopo 10 anni sono cresciuti i milionari, anche in Italia (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Con la crisi ci siamo arricchiti. Sembra paradossale ma è così: negli ultimi 10 anni, quelli della crisi economica più feroce dell’ultimo secolo, noi italiani ci siamo arricchiti, abbiamo visto crescere la ricchezza nazionale e quella pro capite. Qualcuno ci ha rimesso, ha pagato gli anni di sofferenza economica ma, per quanto ci appaia incredibile, quel qualcuno non siamo noi. E come sempre è una questione di redistribuzione. A mettere in fila i dati che raccontano come, nonostante tutto, gli ultimi dieci anni siano stati anni di crescita è un profondo conoscitore dei patrimoni mondiali, la Credit Suisse che, attraverso il suo istituto di ricerca, li ha raccolti nell’ottava edizione del Global Wealth Report.

E in quelle pagine scopriamo che dal 2007 la ricchezza globale è cresciuta ben del 27%. Un incremento – spiegano – che riflette gli ampi guadagni nei mercati azionari, insieme agli incrementi degli asset non finanziari, che per la prima volta hanno toccato livelli superiori a quelli del 2007, anno di inizio della crisi. La crescita della ricchezza nello stesso periodo ha anche superato la crescita della popolazione e il patrimonio medio pro capite tra la popolazione adulta è cresciuto quindi del 4,9%, con un nuovo massimo storico di 56.540 dollari. Questo a livello globale. Ma come da sempre accade la redistribuzione della ricchezza creata non è stata omogenea sul pianeta, e non è stata certo sbilanciata a favore di chi era più indietro. Chi ci ha guadagnato sono ‘i soliti noti’, e cioè i paesi ricchi più qualche nuovo ingresso.

Tra i soliti noti noi italiani siamo in ottima posizione. Quattro Paesi dell’Eurozona appaiono infatti nella top ten di chi più ha visto crescere il patrimonio nazionale, e insieme a Germania, Francia e Spagna c’è l’Italia. Insieme valiamo 3,1 mila miliardi di dollari, ovvero quasi il 20% dell’aumento complessivo in tutto il mondo. Italia che si posiziona poi nelle zone alte anche della classifica dei dieci Paesi che hanno visto crescere i patrimoni dei singoli in modo più significativo (siamo 6°) con 1 milione e 288 mila milionari (milionari in dollari), 138 mila in più rispetto all’anno scorso, che rappresentano il 4% dei milionari di tutto il mondo. Insomma a conti fatti non solo non ci è andata così male, ma anzi c’è andata bene. Ovviamente c’è anche a chi è andata meglio. E’ il caso della Svizzera ancora leader mondiale con una crescita della ricchezza pro capite pari al 40% nell’ultimo anno. E poi l’Australia che si colloca al secondo posto mentre anche gli Stati Uniti hanno proseguito la loro avanzata dopo la crisi finanziaria, favoriti da solide condizioni di mercato.

Ma ci sono anche, e sono moltissimi, anzi la maggioranza, quelli a cui è andata molto peggio. E il perché va cercato nel come la ricchezza creata viene redistribuita a livello globale, dove meno del 10% della popolazione possiede l’86% della ricchezza mondiale. Al resto del mondo restano le briciole, ma sono briciole che devono dividersi quattro miliardi e mezzo di persone: quelle che il linguaggio scientifico-economico definisce ‘base della piramide’. Una fetta dell’umanità che merita attenzione visto che rappresenta la fetta maggioritaria della popolazione mondiale. Secondo il rapporto dovremmo dormire sonni più o meno tranquilli anche per il prossimo futuro, la ricchezza globale continuerà infatti a crescere a un ritmo analogo a quello degli ultimi cinque anni (crescita stimata del 3,9% e crescita rilevata del 3,8%). E seppure le economie emergenti genereranno ricchezza a una velocità superiore a quella dei paesi sviluppati e raggiungeranno probabilmente una quota del 22% della ricchezza mondiale alla fine dei cinque anni, lo faranno comunque in modo più lento di quanto si pensava solo poco tempo fa.

To Top