Marco Cappato, accusa chiede assoluzione: Dj Fabo aveva diritto e ragione

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 18 gennaio 2018 9:44 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2018 9:44
dj-fabo

Dj Fabo nella foto Ansa

ROMA – Marco Cappato a processo secondo articolo di legge tuttora nel Codice italiano. Marco Cappato a processo per aver in qualche modo aiutato Dj Fabo a realizzare la sua libera scelta di non continuare a vivere una vita men che minima e massimamente artificiale. In questo processo secondo Codice e procedura, l’accusa ha chiesto per Marco Cappato l’assoluzione.

Se l’accusa chiede l’assoluzione, se la parte istituzionalmente preposta a condurre l’accusa nel caso si riscontri reato chiede l’assoluzione di chi è a processo vuol dire che Dj Fabo aveva diritto e ragione. Prima ancora del ruolo e delle azioni di Marco Cappato che Dj Fabo ha accompagnato fisicamente nelle sue ultime ore, la richiesta di assoluzione da parte dell’accusa comunica che nel Codice c’è una legge ambigua da correggere e cancellare. E attesta appunto che Dj Fabo e con lui tutti gli uomini e donne che in piena coscienza e volontà fanno la scelta di non voler sopravvivere a se stessi ne hanno diritto.

Ne hanno diritto, la giustizia non deve perseguire chi li aiuta a realizzare questo diritto. Questo dice la richiesta di assoluzione nel processo a Marco Cappato. Infatti la stessa accusa chiede in subordine, qualora assoluzione non venga concessa, che la questione sia portata alla Corte Costituzionale perché in quella sede venga riconosciuto e sancito il diritto che l’accusa al processo ha individuato come bene giuridico e civile da tutelare.

Dj Fabo aveva dunque diritto a disporre della sua esistenza e della sua vita e chi ha reso possibile la realizzazione di questo diritto trasportandolo, accompagnandolo, assistendolo non ha concorso ad una violazione di legge ma appunto all’esercizio di un diritto. C’è questo ed è tutt’altro che poco in quella richiesta di assoluzione da parte dell’accusa.

E c’è anche altro, qualcosa che giuridico non è e non può essere. Ma che attiene alla civiltà e alla cultura. In quel processo e Tribunale cui la giustizia italiana è stata obbligata dal Codice che c’è il dibattimento, gli avvocati, le parole e i fatti hanno detto che Dj Fabo e chi si trovasse in situazione analoga ha non solo il diritto di essere libero di scegliere cosa fare. Ha anche ragione di pretendere il suo diritto all’auto determinazione sia riconosciuto.