Masterchef: popolo di santi, di eroi e… Di cuochi da circo

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 4 Marzo 2015 18:33 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2015 18:33
Masterchef: popolo di santi, di eroi e... Di cuochi da circo

Carlo Cracco, Joe Bastianich e Marco Barbieri: i tre conduttori-giudici-chef di Masterchef

ROMA – Strappato il velo dell’Arca, in frantumi il Totem dei Totem. “Striscia la notizia” con un balzo da cobra piazza i denti sul collo di Masterchef per svelare l’arcano: domani sera (5 marzo), giovedì della finalissima, saranno sul podio – nell’ordine –  Stefano, Nicolò, Amelia. Vero? Vedremo. Ma lo scoop pare attendibile. È il colpo del secolo, visto l’interesse ormai dilagante per la cucina che occupa la metà dei palinsesti tv. Visti gli interessi che girano attorno al circo degli spadellatori di ogni dove. Visti gli ascolti di Masterchef, spettacolo sapientemente orchestrato da Carlo Cracco, Marco Barbieri e Joe Bastianich. Tre celebrità dei fornelli, osannati da milioni di telespettatori, che nella quasi totalità mai hanno assaggiato un piatto dei loro idoli, piatti esclusivi e non per le tasche delle masse proletarie.

Ecco, diciamo che le masse entusiaste possono arrivare alle patatine fritte, pubblicizzate da Cracco, o alla passata di pomodoro pubblicizzata da Barbieri. Ma li si fermano. Magari un giorno realizzeranno il sogno di un piccione ripieno di tartufo, magari un giorno chissà quando. Per intanto si godono i tre Moschettieri della grande cucina mentre coccolano o maltrattano i fortunati o malcapitati concorrenti, che si giocano la fiche della vita. Sorrisi, abbracci, lacrime, sfide all’ultimo soffritto. E, in fondo allo stress, il miraggio di un premio che ti fa diventare uno Chef vero, basta dilettanti! Popolo di santi, di eroi, di cuochi più o meno presunti.

E poi, come dicono i sociologi del marketing, c’è il subliminale. Il quale fa il suo lavoro senza disturbare, senza distrarti. Il tribunale dei Tre sentenzia: questo polpo non va, questa ombrina è poco cotta, questo filetto è troppo cotto, questo risotto è eccellente. Tu vai a casa, tu passi il turno. Pubblicità. È la parte principale di Masterchef.

Mostarde, formaggi grattugiati, pasticche per lavastoviglie, questi bicchieri sono sporchi, signora mia. A ogni giro, cinque minuti di persuasore occulto che vale una montagna di euro. E poi animazione dei Tre per tornare alla parmigiana di melanzane versione chic, alla cotoletta ripensata, alla amatriciana reinventata. Ai sorrisi, agli abbracci, alle lacrime. Fino all’ultima puntata che, per quest’anno cade domani.

Lo scoop sadico di “Striscia” sarà sale in più. Sarà interessante come vedere un film nuovo sapendo che è già vecchio. Ah, poi c’è ancora “Striscia” che insinua una scorrettezza di Nicolò, chef forse non proprio dilettante. Beh, per quello aspettiamoci un ricorso al Tar, con qualche spot sui detersivi che fanno pulizia in profondo.