Conte, resa dei conti nel giorno della Bastiglia. Si vota a scrutinio segreto. Berlusconi salvatore?

di Bruno Tucci
Pubblicato il 4 Luglio 2020 10:25 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2020 8:32
Conte (nella foto), la resa dei conti nel giorno della Bastiglia? Berlusconi salvatore?

epa08356244 A handout photo made available by Chigi Palace Press Office shows Italian Prime Minister, Giuseppe Conte, attending a press conference at Chigi Palace in Rome, Italy, 10 April 2020. ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING + EPA/FILIPPO ATTILI / HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

La resa dei conti o di Conte? Il 14 e 15 luglio si voterà in Parlamento a scrutinio segreto e saranno forse quelli i giorni della resa dei conti.

Conte, la resa dei conti nel giorno della Bastiglia? Berlusconi salvatore? La maggioranza è risicata, specialmente a Palazzo Madama. Tutto potrà succedere anche perché i voltagabbana non puzzano più come una volta.  Certo l’esecutivo non gode ottima salute e pure l’altro giorno è partita da Bruxelles la notizia che Lega e 5Stelle insieme hanno fatto naufragare il Mes. Qualcuno si è chiesto allora: torna un vecchio amore? No, non lo crediamo. Sono troppi gli insulti che le due forze politiche si sono lanciati negli ultimi mesi.

L’arte del compromesso è una costante nei Palazzi che contano, ma fino a questo punto no. L’opinione pubblica sarebbe sconcertata e la credibilità dei Parlamentari naufragherebbe ancora di più di quella che è già naufragata.

Berlusconi nel mio cuore

Ecco perché gli inciuci si moltiplicano e le voci di corridoio si inseguono. Nell’occhio del ciclone c’è sempre lui: Silvio Berlusconi, il quale continua a non nascondere un “dialogo segreto” con Conte. Insomma, il Cavaliere sarebbe pronto a dire si ad un governo che non abbia più nella maggioranza i 5Stelle.

Le chiacchiere stanno a zero, ma i fatti no. E questi dicono che ieri il numero due del Pd, Andrea Orlando, incalzato dai giornalisti, ha detto testualmente. “Il dialogo con Forza Italia va coltivato”. Le carte si imbrogliano ed è difficile districarsi in un ginepraio del genere.

Che senso hanno le parole di Orlando se non un tentativo di andare avanti, se tra il Pd e i Grillini non c’è più il minimo dialogo? Legge salva-stati a parte sono tanti gli argomenti che li vede opposti. La semplificazione che viene rimandata di giorno in giorno perché non si trova la quadratura del cerchio. La sicurezza, il problema dei migranti, le tasse e via di seguito.

Allora si parla nuovamente di un accordo sotterraneo fra Renzi e Berlusconi, un patto del Nazareno bis che farebbe fuori i Grillini, i quali insorgono per aver scoperto che qualcosa di vero c’è in questo bailamme di indiscrezioni.

Gridano contro il Pd senza mancare di puntare il dito contro Berlusconi, “un vulcano che dorme senza essersi spento” (così, lo dipinge Ezio Mauro in un editoriale che appare oggi sul giornale di cui fu direttore per molti anni).

Il Cavaliere chiede giustizia in seguito allo “scandalo” scoppiato dopo la scoperta di un video che non lo rappresenterebbe più come responsabile di frode fiscale. Il leader di Forza Italia vorrebbe entrare nuovamente e di prepotenza in politica. Per questo cerca sponde da qualsiasi parte.

Renzi preoccupato 

Con Renzi? Perché no. Il quale ultimo ha paura della nuova legge elettorale che lo farebbe fuori da qualsivoglia accordo politico. L’ostacolo del 5 per cento è difficile da superare se tutti i sondaggi non gli attribuiscono più del 3,5 per cento.

Sparire dalla scena politica? Mai. E allora via a nuove alleanze, a nuovi patteggiamenti che il voto degli italiani non ha mai voluto. Il premier rimane a guardare, non si lascia trascinare dalle polemiche, è preoccupato dalla manifestazione che oggi vedrà in piazza a Roma il centro destra unito.

Però, ad un certo punto dovrà muoversi, decidere, altrimenti rimarrà prigioniero di se stesso ed ogni sua iniziativa naufragherà e le sue promesse saranno solo un esercizio di retorica. Chi ricorda le parole che i cattolici dicevano a Pio IX, cioè a Papa Mastai? Sei buono, sei santo, ma “stai fermo”,  giocando ironicamente con il suo cognome. Conte vorrà seguire il suo esempio?