Governo Conte: non manterrà le promesse di Salvini & Di Maio, ecco perché…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 11 giugno 2018 8:22 | Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2018 8:22
Governo Conte Lega e M5s: non manterrà le promesse di Salvini & Di Maio, ecco perché...

Governo Conte: non manterrà le promesse di Salvini & Di Maio, ecco perché…

ROMA – Governo Conte. Ecco perché le promesse di Salvini & Di Maio non saranno mantenute.[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ogni anno, spiega Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business, all’Italia servono 400-500 miliardi. Senza quei soldi, si ferma tutto. E si trovano sul mercato finanziario globale, non nelle bettole di paese.

La misura dell’inconsistenza di questa compagine governativa è data dall’ultima scemenza di Matteo Salvini,[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] quella in cui chiede alla Nato di proteggerci dagli immigrati. E se la prende con Malta perché poco accogliente.

Ma possiamo rubricare queste sparate del capo leghista nella sezione “folclore”. La questione vera sta arrivando poco a poco. Senza che loro ne abbiano la minima idea. Poiché  hanno un parlamento con un’opposizione di cartone, sono convinti di essere ormai diventati invincibili. Ma non è così.

Il loro nemico più grande è una nostra vecchia conoscenza: la realtà, che notoriamente ha la testa più dura dei leghisti. In Val Brembana possono bere fiumi di birra e intonare cori razzisti quanto vogliono, ma senza i 400-500 miliardi che ogni anno andiamo a elemosinare sui mercati, niente pensione e niente stipendio ai valorosi deputati gialloverdi.

E la realtà comincia a farsi complicata:

1- Entro fine anno il Qe di Draghi chiude i battenti. L’Europa delle banche, per dirla come gli idioti a 5 stelle, tira i remi in barca e ci lascia da soli alla caccia dei 400-500 miliardi senza i quali qui si ferma tutto.

2- Il risultato netto di quanto appena detto è che i tassi di interesse sul nostro debito saliranno (già lo stanno facendo aumentare le intemperanze verbali dei due balordi). Se oggi si spendono circa 70 miliardi per gli interessi sul debito accumulato, possiamo tranquillamente stimare che l’anno prossimo si salirà a 80 o, forse anche più in alto. Dipenderà da quello che accade sui mercati, non da quello che diranno Salvini e Luigi Di Maio, piccoli e irrilevanti attori di una pochade provinciale e di nessun interesse, se non per il fatto che rappresentano un paese forte cliente dei prestatori di denaro.

3- In questo quadro, al quale va aggiunto un deciso rallentamento della congiuntura europea e quindi anche italiana, nessuna delle promesse dei leghisti e dei 5 stelle potrà essere mantenuta. Nessuna. Sarà già un successo, e grosso, non finire in default e non vedere la troika arrivare qui e cominciare a tagliare a destra e a manca, rispedendo in piazza i due tribuni.

4- Per il resto se la caveranno con cose farlocche, che sono una loro specialità. Diranno di aver abolito lo spesometro e il redditometro (cose già fatte) o addirittura di aver introdotto la flat tax per le imprese (esiste da mezzo secolo). Piccoli artifizi da fiera di paese, quelle con i mangiatori di fuoco e i venditori di pozioni magiche. Il tutto, peraltro, aggravato da dichiarazioni avventate che inquietano tutti i nostri partner europei e da continue esibizioni muscolari di una forza inesistente (persino la Grecia, a questo punto, paga interessi sul suo debito inferiori ai nostri, chissà perché?).

5- Ciliegina finale sulla torta gialloverde (che già ha un cattivo sapore di suo) la presenza silenziosa di Paolo Savona nel governo, una sorta di minaccia muta, ma presente: se non ci date quello che vogliamo (miliardi di euro), il qui presente Savona organizzerà il suicidio dell’Italia attraverso l’uscita dall’euro e sporcheremo mezzo continente. Scegliete voi. I soldi non li deve tirare fuori l’Europa, ma i mercati. E i mercati di Savona proprio se ne sbattono altamente, la maggior parte degli operatori ignora persino chi diavolo sia. Sanno solo che l’Italia, un domani, potrebbe essere così pazza da decidere di uscire dall’euro, cosa per cui si è procurata un tiratore scelto di 82 anni, ma ancora capace di fare danni.

In conclusione, la carovana del governo leghista-pentacosi è un convoglio tenuto insieme con lo spago e quattro chiodi, e a un passo dal finire nel fosso. Probabilmente litigheranno fra di loro, voleranno i piatti e le tazzine del caffè. Se riusciranno a stare calmi, ci penseranno i mercati.

Prima gli italiani, dice Salvini. No, prima la realtà. I 400-500 miliardi che ti servono per pagarti li stipendio non li trovi nelle osterie della Val Brembana o della Val Camonica, ma sul mercato finanziario globale. Ma sì, proprio quello. Te ne hanno già parlato?