Isis, allarme intelligence. Turchia e Ue in mirino centinaia di terroristi

Licinio Germini
Pubblicato il 21 febbraio 2015 10:04 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2015 10:29
Attivisti Isis in Turchia

Attivisti Isis in Turchia

TURCHIA, ANKARA – Stanno arrivando a centinaia in Turchia terroristi dell’Isis cacciati dalla città siriana di Kobane, dopo mesi di combattimenti, dai guerriglieri curdi con l’obiettivo di compiere attentati contro le sedi diplomatiche.

E’ questo l’allarme che viene lanciatosua dai servizi segreti del Mit di Ankara. Secondo una sua informativa riservata pubblicata da Hurriyet il gruppo armato del ‘califfo’ al-Baghdadi sta anche infiltrando suoi uomini, nascosti tra i rifugiati, con la missione di entrare in Europa e attaccare i Paesi della coalizione anti-Isis.

L’allarme è tanto più credibile poichè giunge dai servizi segreti mediorientali che forse meglio conoscono l’organizzazione jihadista. La Turchia del presidente islamico Recep Tayyip Erdogan è stata più volte accusata negli ultimi tre anni di avere rapporti quanto meno ambigui con le varie siglie dei jihadisti in Siria, e di lasciare arrivare miliziani stranieri attraverso le ‘autostrade della jihad’ sul proprio territorio, con l’obbiettivo di fare cadere il presidente Bashar al Assad e impedire la creazione di entità autonome curde.

Una strategia pilotata – si dice – dal Mit di Hakan Fidan, il ‘guardiano dei segreti’ di Erdogan e ora candidato del suo partito islamico Akp alle politiche di giugno. Negli ultimi mesi, sotto la pressione degli Usa, Ankara ha però rafforzato i controlli lungo il confine e negli aeroporti, annunciando l’espulsione di circa mille potenziali candidati stranieri alla jihad. Nel documento riservato inviato il 3 febbraio ai comandi di polizia e gendarmeria, il Mit avverte che fino a 3mila jihadisti potrebbero passare, o essere già passati, in Turchia dalla Siria e dall’Iraq dopo la ritirata dell’Isis da Kobane il mese scorso. Fra loro ci sarebbero anche elementi di spicco.

In Turchia potrebbero cercare di colpire le sedi diplomatiche a Istanbul e Ankara dei Paesi che combattono contro il ‘califfato’. L’informativa del Mit conferma anche i piani dell’Isis di fare arrivare in Europa suoi uomini come falsi profughi, per compiere attentati contro i Paesi “crociati”. Giovani siriani e palestinesi “fra 17 e 25 anni” sarebbero stati mandati dalla Siria verso la Turchia con la missione di riuscire a passare nell’Ue come profughi. La Turchia, del resto, è oggi una testa di ponte dell’ immigrazione clandestina asiatica e nord-africana verso l’Europa: sui mercantili di Mersin verso l’Italia, attraverso l’Egeo verso le isole greche, dal sud al nord del Mar Nero verso la Bulgaria.

Dopo l’allerta degli 007, l’esercito di Ankara, riferisce Hurriyet, ha dichiarato “zona militare proibita” una fetta di territorio lungo il confine siriano, di fronte a Kobane. Una misura che tuttavia rischia di essere forse tardiva. E la frontiera da ‘sterilizzare’ è lunga 900 chilometri.