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Usa, economia. Mancano quattro giorni per evitare la catastrofe del fiscal cliff

Licinio Germini
Pubblicato il 28 Dicembre 2012 11:09 | Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre 2012 11:09

Il presidente Barack Obama

WASHINGTON, STATI UNITI – Quattro giorni per evitare la catastrofe e a Washington e’ partito il conto alla rovescia. Se entro il 31 dicembre Casa Bianca e Congresso non raggiungeranno un accordo per evitare il ‘fiscal cliff’, dal 2 gennaio scatteranno aumenti automatici delle tasse e dei tagli alla spesa con conseguenze pesantissime per le famiglie americane e per l’economia statunitense e mondiale.

Il presidente Barack Obama e’ tornato in anticipo dalle sue vacanze natalizie alle Hawaii per tentare un’intesa ‘last minute’, come avvenne nell’estate 2011 sull’altrettanto delicata situazione del debito pubblico.

E la Camera dei Rappresentanti, dove i repubblicani sono in maggioranza, e’ stata convocata per domenica. Prima di imbarcarsi sull’Air Force One il presidente americano ha telefonato per un ultimo appello a tutti i leader del Congresso, a partire dal suo principale avversario: lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner.

Quest’ultimo e’ stato duramente attaccato dai democratici, col leader della maggioranza al Senato, Harry Reid, che lo ha definito un ‘dittatore’, piu’ interessato alla sua leadership che all’interesse del Paese. ”L’avranno sulla coscienza”, ha detto Reid parlando in un aula del Senato semideserta e rivolto ai parlamentari repubblicani ancora in vacanza mentre il Paese e’ sull’orlo del disastro.

Le conseguenze di un mancato accordo sulla riduzione del deficit sono note, a partire dal conto salatissimo che ogni famiglia americana dovra’ pagare se il Paese cadra’ rovinosamente dal ‘fiscal cliff’: in media 2.000 dollari in piu’ di tasse il prossimo anno. La conseguenza facile da prevedere: un’economia destinata ad una nuova probabile recessione, con gli esperti che calcolano un crollo del 3% del pil. Questo anche se la spesa pubblica subira’ un drastico taglio pari a 1.200 miliardi di dollari in dieci anni, facendo calare il deficit ma provocando danni irreparabili ai servizi pubblici e allo stato sociale.

Intanto all’allarme per il ‘fiscal cliff’ si aggiunge quello per il debito pubblico che lunedi’ prossimo – come ha annunciato al Congresso il segretario al Tesoro, Timothy Geithner – raggiungera’ il tetto invalicabile dei 16.400 miliardi di dollari, mettendo ancora una volta gli Usa a rischio default. Il Tesoro ha preannunciato – pur senza entrare nel dettaglio – un piano di emergenza fatto di ”misure straordinarie”, sospendendo al momento ogni emissione di nuovi titoli di Stato.

Per tentare di sbloccare la situazione sia sul ‘fiscal cliff’ che sul tetto del debito – lasciano sapere fonti del partito democratico e di quello repubblicano – Obama avrebbe pronta una nuova proposta che inviera’ nelle prossime ore al Congresso. Proposta ancora ‘segreta’ a cui il presidente ha lavorato nei giorni di vacanze alle Hawaii e con la quale si proporrebbe un compromesso su scala ridotta rinviando alcuni nodi alle prossime settimane.

Ma il problema principale resta quello dell’aumento delle tasse ai piu’ ricchi: il presidente ha ripetuto fino all’ossessione che su questo punto non intende mollare, mentre i repubblicani continuano a fare muro, sostenendo invece la necessita’ di maggiori tagli di spesa per evitare di colpire le fasce piu’ agiate. Un braccio di ferro che potrebbe rendere inutili gli ultimi quattro giorni a disposizione per l’intesa.

Un fallimento dei negoziati darebe luogo a un mix micidiale che porterebbe inevitabilmente verso una nuova recessione dell’economia Usa, che faticosamente nelle ultime settimane sta tentando di uscire dalla lunga crisi. Si calcola che il ‘fiscal cliff’ possa portare a un crollo del 3% del Pil nazionale. Senza contare le ripercussioni finanziarie, con le agenzie di rating pronte a tagliare la loro valutazione sugli Stati Uniti. Proprio come avvenne nell’estate 2011, quando in assenza di un accordo sul tetto del debito Strandard&Poor’s tolse agli Usa per la prima volta nella storia la prestigiosa ‘tripla A’.

Quella del debito pubblico – ormai sopra il 70% – e’ l’altra partita importante su cui si gioca il futuro degli Stati Uniti. Dopo l’annuncio della temporanea sospensione dell’emissione dei titoli di stato, secondo i media americani Obama sta gia’ lavorando a misure d’emergenza definite ”straordinarie”.

Obama ne parlerà probabilmente venerdi alla Casa Bianca con lo speaker Boehner ed altri leader congressuali in un estremo tentativo di evitare la catastrofe. Parteciperanno tra gli altri il leader della maggioranza democratica al Senato Harry Reid, il leader della minoranza repubblicana al senato Mitch McConnell e la leader della minoranza democratica alla Camera Nancy Pelosi. Negoziati si sono svolti anche giovedi, ma non sembra che sia emerso alcun compromesso.