Lockdown totale? Nuove Regioni rosse? Di nuovo in onda La Corrida

di Bruno Tucci
Pubblicato il 9 Novembre 2020 11:06 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2020 11:06
Giuseppe Zuccatelli

Calabria, Zuccatelli (nella foto) e il video no-mask per il Covid. Femin di Cosenza: è del27 maggio

Siamo alla vigilia di un nuovo lockdown? Il timore è questo, perché i dati sarebbero diversi da quelli ufficiali. In parole più semplici, la situazione sarebbe assai più grave.

L’Ordine dei medici chiede a gran voce che si arrivi presto alla chiusura totale, un nuovo lockdown. Oggi, ad esempio, sei regioni da gialle dovrebbero diventare rosse: Toscana, Umbria, Liguria e Campania a cui si aggiungono forse il Veneto e l’Emilia-Romagna. Non c’è da stare allegri e non sono pochi i virologi che vorrebbero una stretta totale. La paura, dunque, è che si torni a soffrire come nell’inverno scorso. La gente è esasperata, ma anche inviperita. Perché ci si rende conto che durante l’estate e anche prima chi doveva studiare il pericolo ed evitare una seconda ondata è rimasto con le mani in mano ad attendere. Ritenendo che il virus era ormai solo un brutto ricordo.

Previsione oltremodo sbagliata, purtroppo. Nell’occhio del ciclone finiscono le forze politiche. In particolare quelle della maggioranza perché la responsabilità era ed è essenzialmente loro. Però, pure le opposizioni avrebbero potuto comportarsi diversamente. E non frapporre ostacoli continui a qualsiasi decisione dell’esecutivo. È mancata la coesione, l’unità invocata più volte dal Capo dello Stato.

Parole inascoltate? Certamente. Ora a pagarne le spese sono gli italiani che non hanno più la fiducia di chi guida il Paese. In primo luogo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, secondo un recentissimo sondaggio, ha perso molto delle sua popolarità.

C’è sconcerto anche perché fra gli studiosi non esiste una sintonia di opinioni. Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute (quindi una voce importante, quasi ufficiale) sostiene che è urgente arrivare ad un lockdown totale.

Altri, al contrario, ritengono che si sta facendo solo un gran baccano su una malattia che uccide quanto una qualsiasi influenza invernale. L’opinione pubblica legge o ascolta la tv (dove si affollano gli scienziati) e rimane senza parole, Chi ha ragione e chi torto?

Si deve dire per la verità che anche chi deve ubbidire non ubbidisce ciecamente. Stiamo parlando di noi, abitanti di una qualsiasi città. Le foto sui giornali sono emblematiche. Il lungomare di Napoli, i mercati di Palermo, la folla che si accalca dappertutto in ogni città da Nord a Sud. Spesso senza mascherina “fondamentale” per combattere la pandemia.

Ecco la parola magica con cui dovremo coprirci il volto: dal naso alla bocca. Gli scienziati sono tutti d’accordo su questo argomento. Ma, attenzione, nasce una incredibile e violenta polemica su alcune affermazioni rubate in tv al neo commissario della Calabria, Giuseppe Zuccatelli. Intervistato da un giornalista (che aveva la telecamera nascosta), si lascia andare e dice senza ombra di dubbio che la mascherina non serve a niente, è inutile. Basta il distanziamento.

La confusione è totale ed allora non resta alla gente che sperare nel vaccino. Quando arriverà? Ci sarà da attendere, almeno secondo il pensiero del ministro Roberto Speranza. “Non prima della primavera”, spiega.

Intanto, il virus non frena (ieri 32616 nuovi casi e 331 decessi) e gli ospedali sono al collasso. Nella sola Roma nelle ultime ventiquattro ore 620 pazienti sono stati respinti al pronto soccorso perché i letti erano tutti occupati. Nel bailamme delle opinioni c’è chi ironizza sui giornali buttandola in politica. “Vedi Napoli e poi lo virus”, scrive in un editoriale un foglio vicinissimo al centro destra. Bisogna ridere? Assolutamente no, vista la drammaticità della situazione.