Eiaculatio precox Berlusconi ci regala elezioni e tasse

di Lucio Fero
Pubblicato il 29 settembre 2013 12:41 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2013 12:50

Eiaculatio precox Berlusconi ci regala elezioni e tasseROMA – I ministri “invitati” a dimettersi non erano stati neanche avvertiti, i capi gruppo in Parlamento neanche avvisati, per non dire dei giornalisti cui tutte le voci provenienti dal Pdl fino a due ore prima raccontavano di “frenata e trattative”. Ora invece le cronache raccontano di un pranzo sabato ad Arcore. Pranzo con Denis Verdini, Daniela Santanché, Daniele Capezzone, Sandro Bondi e, sia pure giunto in ritardo, l’avvocato Ghedini. Pranzo in cui diventa incontenibile in Berlusconi la fregola di crisi di governo, elezioni, vendetta, guerra, morte e distruzione.

Una vera e propria eiaculatio precox politica e umorale. L’immagine, cruda, acida e inelegante, è suggerita dalla concomitanza di uno studio sulle abitudini sessuali degli italiani che proprio nelle stesse ore del pranzo informava che un italiano su cinque (quasi quattro) non riesce a far durare il suo rapporto sessuale appunto per più di due minuti. Nella mente irrispettosa e un po’ insolente i due fatti si rincorrono: quello che esplode ad Arcore,quelli che esplodono a letto. L’uno e i milioni: diversamente incapaci.

Bene, cosa ci regala l’incontinenza di Berlusconi, quel Berlusconi con cui milioni di italiani vanno da due decenni elettoralmente a letto? Ci regalerà presto il fremito ormai onanistico di andare a votare un’altra volta. Novembre, subito, come vuole Berlusconi, a pantaloni appena abbassati. O a  marzo  se riusciremo a sfilacerli.

E ci regala un rosario di tasse. Non solo quel più di Iva e quel ritorno di Imu che già i giornali conteggiano:la seconda rata Imu è praticamente una sicurezza da pagare, forse anche la prima se non convertono il decreto che la cancella. Ci regala anche la super tassa degli interessi da pagare sui titoli di Stato che subito saliranno. Alle sei del pomeriggio di sabato un conto immediato di tre, quattrocento euro svaniva da ogni portafoglio, ma era, è il meno.

Non che gli altri ce le togliessero le tasse, se non a parole. Ma trovarsi a dover lucidare la tessera elettorale e aprire il portafoglio pronti, condannati ad un’altra campagna elettorale in cui si mentirà alla grande e alla grandissima ci si illuderà e scannerà sulle tasse da uno o da due miliardi mentre il conto a fine 2014 sarà dieci volte tanto è forse, anzi senza forse, l’aspetto più stupido e crudele della maledizione civile che grava su questo paese.

Da Arcore Berlusconi fa sapere, ci tiene a far sapere, che dopo la performance, dopo la “prestazione”, “finalmente ho dormito dieci ore filate dopo 59 notti insonni”. Finalmente, finalmente sazio.