Nel vino c’è troppo alcol, a Bruxelles qualcuno vuole male all’Italia: interessi misteriosi dietro una eurofollia

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 9 Maggio 2021 8:57 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2021 10:22
Nel vino c'è troppo alcol, a Bruxelles qualcuno vuole male all'Italia: interessi misteriosi dietro una eurofollia

Nel vino c’è troppo alcol, a Bruxelles qualcuno vuole male all’Italia: interessi misteriosi dietro una eurofollia

Il vino è troppo alcolico, va allungato con l’acqua. Ecco l’ultima eurofollia: cari italiani mettete dell’acqua nei vostri pregiati vini. Hanno troppo alcol. Sono troppo buoni. Così non va. Roba da non credere. I burosauri che tirano a  campare a Bruxelles, ne hanno sparata un’altra delle loro. Viene da chiedersi: ma lo fanno apposta? Le studiano di notte? Cos’hanno fumato? È una bizzarria di qualche consulente fancazzista che non vuole più venire in Veneto? O in Toscana ? O in Piemonte?

Ma come : Gesù ha fatto il suo primo miracolo alle nozze di Cana in Galilea, tramutando l’acqua in vino. E i burosauri – che rivendicano le radici cristiane dell’Europa – vogliono fare il contrario?

O forse ci sono sotto spinte tanto occulte quanto potenti, che puntano a aprire il mercato a nuovi surrogati di bevande.

Mi viene in mente un caro amico e collega, Gigi Veronelli, gastronomo e filosofo, una vita spesa a diffondere e valorizzare il nostro patrimonio enogastronomico. Una leggenda. Tutte le volte che mi incrociava nell’ascensore del giornale mi diceva: “Ricordati, la vita è troppo corta per bere cattivi vini“.

Seguiva, a modo suo, le tracce lasciate da Mario Soldati. Non è più tra noi dalla fine del 2004. Mi chiedo: cosa direbbe se sapesse che una nostra eccellenza è sotto attacco? Che una nostra esportazione così importante (6,9 miliardi nel 2020) è aggredita  da una proposta tanto bizzarra e ridicola?

Europa contro il vino

Una proposta di tristissimi o loschissimi grand commis finita, nero su bianco, in un documento formale della Presidenza del Consiglio dell’Unione europea in nome di un malinteso principio salutista.  Gigi non sai cosa ti sei perso.

I segugi della Coldiretti hanno scoperto “l’inganno legalizzato per i consumatori“ e strillato quanto basta sbertucciando la trovata dei burosauri.

Apriti Cielo! Subito sono arrivati i solerti pompieri di Bruxelles con le loro botti d’acqua per spegnere l’incendio politico-mediatico. E l’ira dei nostri produttori diventati più neri di un prete del Gabon in una notte illune. E giù difese di comodo, siamo stati fraintesi, non esiste alcun documento. Viva il Barolo, il Chianti, il Valpolicella, l’Amarone è tutto i suoi fratelli. Sorry. Non lo facciamo più
Non sbaglieremo una seconda volta. Staremo a vedere.