Piano anti covid, i governi di tutto il mondo lo hanno usato per le gambe dei tavolini

di Pino Nicotri
Pubblicato il 1 Novembre 2020 15:16 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2020 20:53
Piano anti covid, i governi di tutto il mondo lo hanno usato per i tavolini. Nella foto: Attilio Fontana, la Lombardia è un esempio

Piano anti covid, i governi di tutto il mondo lo hanno usato per i tavolini. Nella foto: Attilio Fontana, la Lombardia è un esempio

Alle critiche e accuse già fatte e ribadite ai vari governi per come hanno mal gestito la lotta alla pandemia, c’è da aggiungere purtroppo anche altro.

 
La pandemia è esplosa all’inizio di quest’anno e è riesplosa nuovamente dopo l’estate. Quel che si dve aggiungere non è da poco. Come ha rinfacciato perfino Obama contro Trump in un comizio preelettorale dello scorso 20 ottobre. Obama non sa nemmeno chi sono i dirigenti della Lombardia. Ma noi sì.
 
Sappiamo già che i responsabili delle Regione Lombardia e della sua Sanità ignoravano che nei loro cassetti dormivano il potere di decidere zone rosse o blockdown nel territorio regionale. E un piano antipandemico stilato nel 2005 dalla giunta Formigoni. Piano particolareggiato, aggiornato e approfondito più volte. 
 
Tale piano però non era nato sua sponte come un fungo dopo le piogge né per decisione della giunta Formigoni. Era infatti nato sulla base del piano antipandemico nazionale, 75 pagine stilate sempre nel 2005/6.  A pagina 3 nel  Sommario Esecutivo di tale piano nazionale si legge:
 
“Dalla fine del 2003, da quando cioè i focolai di influenza aviaria da virus A/H5N1 sono divenuti endemici nei volatili nell’area estremo orientale, ed il virus ha causato infezioni gravi anche negli uomini, è diventato più concreto e persistente il rischio di una pandemia influenzale.
 
“Per questo motivo l’OMS ha raccomandato A TUTTI I PAESI [le maiuscole sono mie: NDR]  di mettere a punto un Piano Pandemico e di aggiornarlo costantemente seguendo linee guida concordate. Il presente Piano, stilato secondo le indicazioni dell’OMS del 2005, aggiorna e sostituisce il precedente Piano Italiano Multifase per una Pandemia Influenzale, pubblicato nel 2002.
 
Esso rappresenta il riferimento nazionale in base al quale saranno messi a punto i Piani operativi regionali”. 
 
Dunque TUTTI i Paesi membri dell’OMS, in pratica tutti i Paesi del pianeta, a partire dal 2005 hanno approntato un piano antipandemico e poi man mano lo hanno anche costantemente aggiornato sempre seguendo le raccomandazioni e le istruzioni  dell’OMS.
 
È tristemente noto che i premier e i governi di Paesi come l’Inghilterra, la Svezia, il Brasile, gli stessi USA e altri ancora o ignoravano di avere nei cassetti un piano bell’e pronto e aggiornato o ne erano al corrente ma hanno deciso di ignorarlo comunque. 
 
Obama il 22 ottobre si è scagliato contro Trump scandendo bene quanto segue.
 
“Vi faccio un esempio. Stati Uniti e Corea del Sud hanno identificato il primo caso Covid nello stesso giorno. Ebbene oggi il tasso di mortalità pro capite in Corea è pari all’1,3% del nostro. Nel nostro Paese questa epidemia è una catastrofe. Eppure noi, l’amministrazione Obama-Biden, avevamo messo a punto un piano efficace per fronteggiare le epidemie. Forse Trump lo avrà usato per pareggiare le gambe di un tavolino”.
 
E sotto le gambe di quel tavolino ci dev’essere comunque rimasto nonostante che già a maggio il leader della maggioranza repubblicana al senato degli Sati Uniti, Mitch McConnell, avesse ammesso chiaro e tondo di avere sbagliato. Quando il giorno prima aveva accusato Obama di non avere lasciato alla Casa Bianca nessun piano per affrontare tempestivamente una pandemia negli USA:
 
 “Ho sbagliato. Hanno lasciato un piano, quindi ho chiaramente commesso un errore in tal senso”, 
 
ha dichiarato McConnell durante un’intervista alla Fox News. 
 
Purtroppo a trarre vantaggio dei piani fatti preparare e man mano aggiornare dall’OMS non è stato solo un tavolino della Casa Bianca, ma molti altri tavolini sparsi nelle sedi dei governi di molti Paesi. 
 
A dire il vero oltre al piano c’era anche la memoria. Per chi non tende a essere smemorato o non è arrivato nella scena politica in tempi molto recenti. Come i nostri Giuseppe Conte, Luigi Di Maio detto Giggino, Roberto Speranza e compagnia bella di Palazzo Chigi e ministero della Salute. 
 
E proprio la memoria ha evitato al Vietnam totalmente il disastro chiamato Covid-19.
 
Popolato da ben 97 milioni di abitanti, il Vietnam vanta un bilancio invidiabile, unico l mondo. Zero morti, 328 positivi e zero contagi locali per più di 40 giorni. Il Vietnam ha fatto perfino meglio della Corea del Sud, Taiwan e Hong Kong, che usando la  tecnologia, la quarantena quando necessaria e controlli rigidi hanno gestito con successo l’assalto della pandemia. 
 
La base del miracolo vietnamita è stata la memoria. Gli uomini al governo ricordavano bene infatti che già nel 2003  il governo di Pechino aveva ammesso in ritardo la realtà dei fatti. Questo in occasione della pandemia della SARS, nata nella provincia cinese del Guandong.
 
Motivo per cui quando la Cina e l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostenevano ancora che non vi erano “prove chiare” per la trasmissione del nuovo coronavirus da uomo a uomo il Vietnam ha iniziato a prepararsi. Settimane prima che venisse rilevato il suo primo caso di Covid-19. E ha agito subito con la prevenzione a vari livelli, con largo anticipo e con estrema decisione.
 
Nonostante i milioni di visitatori cinesi ogni anno e il lungo confine in comune con il gigante asiatico. Il Vietnam che ha sconfitto militarmente il colonialismo della Francia e degli USA ha vinto anche la guerra preventiva contro la pandemia del Covid-19. E l’ha vinta in modo indolore. Senza vittime.
 
I governanti occidentali invece, arrivati nella scena politica in tempi recenti non hanno avuto neppure memoria. Tutti: dalla Casa Bianca a Palazzo Chigi e al Pirellone, da Ottawa a Londra e Parigi, da Stoccolma a Madrid e Atene e non solo. Oltre a tenere i piani antipandemici a dormire nei cassetti o sotto le gambe dei tavolini. 
 
Con i tragici risultati che conosciamo e che non sappiamo in quale baratro potrebbero finire col portarci.