Putin o l’Occidente chi soffre di più? E con la Lituania come finirà? similitudini con la Danzica del 1939

L’Occidente soffre più di Putin? E con la “provocazione “ della Lituania come finirà? Ci sono inquietanti similitudini con la Danzica del 1939

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 3 Luglio 2022 - 09:27 OLTRE 6 MESI FA
Putin o l’Occidente chi soffre di più? E con la Lituania come finirà? similitudini con la Danzica del 1939

Putin o l’Occidente chi soffre di più? E con la Lituania come finirà? similitudini con la Danzica del 1939

Putin o l’Occidente chi soffre di più? E con la Lituania come finirà? Due o tre cose bisogna pur dirle dopo quattro mesi di guerra e sanzioni. Chi sta peggio? Noi (Occidente) o Putin?

Draghi lo ha detto al vertice dei leader del G7,  agitando lo spettro del 2008, anno in cui è cominciata la crisi finanziaria e l’Europa ha tremato non poco per i rischi a cui era esposta la moneta unica. Andò bene. Ora il quadro è complesso  e inquietante. Diciamo le cose come stanno.

L’OCCIDENTE SOFFRE PIÙ DI PUTIN. Sì O NO?

Per carità, è solo una impressione ma ci sono alcuni elementi che la sostengono.
1) È vero, Putin oggi vende la metà del suo gas. Ma guadagna di più.
2) È minacciato di default tecnico per il mancato rimborso di un paio di bond internazionali. Comunque di importo limitato. Epperò il rublo è tornato alla vecchia quotazione.
3) Il calo del Pil e l’inflazione sono più o meno sullo stesso livello.
4) Ci sono milioni di tonnellate di grano ucraino bloccati a Odessa. Ma a soffrirne sono i mercati europei, africani, asiatici.
5) La popolazione russa è colpita da pesanti sanzioni. Ma il consenso per Putin resta alto (lo confermano fonti baltiche).
6) Embargo sull’oro russo? Una minchiata proposta da Biden. Ma gli USA non hanno bisogno dell’oro di Putin, l’Europa invece sì.
7) I mezzi di pressione sembrano esauriti. E sono aumentati i rischi di escalation.

E LA LITUANIA CI METTE IN SERIO RISCHIO

La piccola nazione baltica (nemmeno 3 milioni di abitanti) ha bloccato il transito da e per Kaliningrad, città russa dotata di oltre 60 testate nucleari  che sta tra la Polonia e, appunto, la Lituania. Ed ha l’accesso al mar Baltico. Kaliningrad è situata nella storica provincia della Prussia Orientale.

Per secoli città alimentata dalla lingua e cultura tedesca. Qui è nato Immanuel Kant (1724-1807), grande filosofo.  La decisione presa dal governo di Vilnius di bloccare le merci è stata interpretata da Mosca come una provocazione. Ria novosti, l’agenzia di stampa ciclopica di Mosca (vanta corrispondenti in 40 Paesi) ha riportato una allarmante affermazione di Lukashenko – l’autocrate di Minsk, il più fedele e servile alleato di Putin –  secondo cui la provocazione  “è una dichiarazione di guerra de facto”.

Il putiniano Rogozin, capo dell’agenzia spaziale, ha rincarato la dose: “La Lituania non si è sparata sui piedi, ma alla testa “. Tira una brutta aria. Tensione alle stelle.

La Lituania fa parte della NATO che è già mobilitata. Kaliningrad come Danzica nel 1939? Il dramma della Guerra mondiale iniziò qui con l’invasione della Germania di Hitler.