Speranza e Saviano nella polemica, l’ex ministro indagato e assolto per omicidio, lo scrittore espulso dalla Rai

Speranza e Saviano nella polemica, l’ex ministro della Salute è stato indagato e assolto per omicidio, lo scrittore è stato espulso dalla Rai per violazione del Codice Etico

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 26 Novembre 2023 - 10:14
Speranza e Saviano nella polemica, l’ex ministro indagato e assolto per omicidio, lo scrittore espulso dalla Rai

Speranza e Saviano nella polemica, l’ex ministro indagato e assolto per omicidio, lo scrittore espulso dalla Rai

Speranza e Saviano nella bufera.  L’ex ministro della Salute è stato indagato e prosciolto dalla Procura di Roma per aver taciuto gli effetti avversi da vaccino anti-Covid

Lo scrittore napoletano, simbolo della lotta alla camorra, è stato espulso dalla Rai (e dalla conduzione di un programma ad hoc) per aver violato il codice etico della tv di Stato.

Due storie diverse ma parallele. Due casi intriganti sui quali si sono avventati pochi media, in verità. Comunque il polverone è ugualmente salito come un missile. Tanto rumore per nulla? Vediamo.

SPERANZA INDAGATO PER OMICIDIO
L’accusa era forte. Apripista della bufera il quotidiano La Verità e la trasmissione di Giordano “Fuori dal Coro”.

L’ex ministro della Salute nei governi Conte e Draghi, fondatore di  Articolo uno (Sinistra) era iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma, insieme all’ex direttore di Aifa Nicola Magrini, dopo gli esposti di alcuni sindacati della Polizia e Guardia di Finanza e del Comitato “ Ascoltami” su presunti danni provocati dal vaccino anti Covid.

Va detto che il legale di Speranza, l’avvocato Danilo Leva, ha già inoltrato al competente tribunale dei Ministri la richiesta di archiviazione. e ha anche comunicato di averla ottenuta.

Speranza già nel marzo scorso era risultato tra gli indagati dalla Procura di Bergamo sempre per i fatti legati alla gestione della prima ondata della pandemia di Covid 19 nel bergamasco.

In tale circostanza la sua posizione era stata archiviata sia dal Tribunale dei Ministri di  Brescia che di Roma. Ora c’è questa ulteriore coda e Mario Giordano ha detto- riconosciuti gli antefatti –  che comunque “ qualcosa si muove “.

Speranza era indagato dalla Procura di Roma non solo per omicidio ma anche per falso ideologico, corruzione per l’esercizio della funzione e lesioni personali.

Ha aggiunto Giordano: ”Dobbiamo avere la certezza che le nostre istituzioni sanitarie decidono nel nostro interesse e non nell’interesse delle case farmaceutiche.” E poi:” Naturalmente è tutto da dimostrare. È solo una inchiesta, nessuno è colpevole”. Tra l’altro il ministro Speranza deve ancora ricevere il via libera all’inchiesta (che difficilmente ci sarà).

Alessandro Sallusti ha però tagliato corto. “I nostri lettori sanno bene quanto ci stia poco simpatico Roberto Speranza, sciagurato ministro comunista della Salute durante l’emergenza Covid, prima di Conte e poi di Draghi. Nei suoi confronti quindi nessuna complicità e nessuna benevolenza, ma ciò detto troviamo corretto che la Procura di Roma abbia chiesto per lui, al Tribunale dei ministri, l’archiviazione da una lunga serie di accuse, tra cui anche quella per omicidio, a chiusura di un’inchiesta nata da esposti collettivi”.

SAVIANO FUORI DALLA RAI
Il giornalista e scrittore Roberto Saviano, 44 anni, è nell’occhio del ciclone. La Rai non solo lo ha scaricato cancellando il suo programma per aver violato il codice etico della emittente.

Saviano ha definito Giorgia Meloni “una bastarda“ per la sua stretta sulla migrazione clandestina.

Ma la Rai ha anche tentato di silenziare Mediaset chiedendo (si dice) di cancellare lo speciale delle Iene sulla criminalità napoletana. Puntata al cui interno c’è una lunga intervista di Saviano.

Vero, falso ? Chissà. Lo sceneggiatore avrebbe voluto parlare in Rai, ma la sua trasmissione “Insider-faccia a faccia con il crimine “ è stata cancellata dall’Ad Roberto Sergio.

Di qui lo sfogo: ”Fuori dalla Rai per vendetta”. Ha poi aggiunto una accusa a viale Mazzini: ”Ai boss fa comodo non parlarne”. Come se la Tv di Stato, radiandolo, avesse fatto il gioco delle mafie che – dice Saviano – “ vogliono la cronaca, non l’approfondimento, l’analisi o il dibattito”.