Tar, Italia: solo una insufficienza grave e quattro lievi, va promosso. Solo?

Solo una insufficienza grave e quattro lievi scrive il Tar. E che saranno mai cinque insufficienze su...quante materie? Dieci a fatica. Ma il Tar applica allo studente ricorrente la misura vigente per l'intera comunità.

di Riccardo Galli
Pubblicato il 3 Agosto 2022 - 10:33
Tar, Italia: solo una insufficienza grave e quattro lievi, va promosso. Solo?

Tar, Italia: solo una insufficienza grave e quattro lievi, va promosso. Solo? FOTO ANSA

Quante saranno le materie di esame alla fine della scuola superiore e all’esame detto di Maturità? Dieci mettendoci dentro anche le materie minori che per correttezza “politica” non definiamo? Dunque: italiano, lingua straniera, lingua classica, matematica, fisica dove c’è, storia, filosofia dove c’è, educazione artistica nelle sue varie forme…A dieci ci si arriva a fatica. Un Tar un Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso di uno studente non ammesso all’esame. E fin qui non è, purtroppo, una novità. In un mondo che purtroppo non c’è un Tar si dichiarerebbe non competente in materia, nel mondo che purtroppo c’è la formazione scolastica è culturale è funzione di burocrazia amministrativa-giuridica. Il Tar dunque riammette il ricorrente all’esame da cui era stato escluso. Ma fin qui…il meglio viene nel come e nel perché.

Solo cinque insufficienze

Si legge, nero su bianco: “una sola insufficienza grave e quattro insufficienze lievi”. E che saranno mai argomenta e pensa il Tar cinque insufficienze? Cinque su quante materie? Otto, nove, dieci materie. Dunque insufficiente appena sul 70, magari 60 o addirittura 50 per cento della materie, della formazione, delle competenze. E non lo vogliamo ammettere (e poi promuovere) per così poco? Sarebbe una palese iniquità visto il trattamento che l’Italia tutta ama riservare a se stessa: con una insufficienza grave e quattro leggere noi come paese ci promuoviamo con lode, sempre. La nostra misura e la nostra pagella di insufficienze gravi ne ha più d’una. E allora? Tar, Italia.