Marco Travaglio: “Tifavo Juve quando Moggi ingaggiava mignotte per arbitri…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 ottobre 2014 14:54 | Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2014 14:54
Marco Travaglio: "Tifavo Juve quando Moggi ingaggiava mignotte per arbitri..."

Luciano Moggi ai tempi della Juve (LaPresse)

ROMA – La lite tra Marco Travaglio e Luciano Moggi continua. Travaglio, è stato intervistato dal Corriere dello Sport, dove ricorda di essere stato il primo a pubblicare le intercettazioni di Calciopoli.

Ripartiamo da Juve-Roma o vuole commentare Moggi?

«Cominciamo da Moggi. Per ricordare che sono stato il primo a pubblicare le intercettazioni di Calciopoli su Repubblica, con cui collaboravo allora, e che sono felice di aver contribuito alla sua dipartita dal calcio. Per spiegargli che non può permettersi di definirmi uno pseudo juventino, visto che io tifavo Juve nel 1972, quando lui faceva l’osservatore – ed era un buonissimo osservatore, bisogna dirlo – e poi lavorava con la Roma, con la Lazio, con il Napoli, si arrabattava senza riuscirci, per lavorare all’Inter e al Milan. Oppure finiva invischiato nelle storie di prostituzione legate al Torino di Borsano».

Dove comincia il tifo di Marco Travaglio per la Juve?

«Il 30 dicembre 1972 la prima partita, a 8 anni: Juve-Atalanta 0-0, Vycpalek in panchina. Poi sono stato abbonato vent’anni. Ho smesso quando è arrivato Moggi, giusto un paio di anni ancora dietro per lavoro, poi basta. Però ricordo che Boniperti non lo faceva entrare in sede e per l’Avvocato era lo stalliere».

Ma Juve-Roma, domenica, dove l’ha vista?

«In un bar di Sassari con il mio direttore Padellaro: eravamo lì per una conferenza. Ci siamo resi conto dopo di essere in un club di tifosi juventini. Tutti con gli occhi foderati».

Cosa non le è piaciuto?

«Non mi piace il fatto che si sia perso lo stile Juve per tornare a qualcosa di molto simile allo stile Moggi: tre favori così, tutti in fila, riportano per forza a quell’epoca lì. E a me non piace. Mi piace lo scudetto dell’anno scorso, strameritato. Cobolli Gigli e Blanc avevano fatto un gran lavoro per far dimenticare la Juve di Moggi: hanno accettato una sentenza che per essere adeguata, per la verità, avrebbe dovuto portare in B Milan, Lazio e Fiorentina, con la Juve in C. Alla fine si scelse il male minore. Domenica siamo arretrati di vent’anni».

 

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