Elezioni Francia, Le Pen flop: 0 regioni, 5 ai socialisti

di Anna Boldini
Pubblicato il 14 Dicembre 2015 8:45 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2015 11:20
Elezioni Francia, Le Pen flop: 0 regioni, 5 ai socialisti

Marine Le Pen (Foto Lapresse)

PARIGI – La Francia repubblicana va alla riscossa contro l’estrema destra delle Le Pen: domenica 13 dicembre al secondo turno delle elezioni regionali è andato a votare quasi il 60% dei francesi contro il 43% di una settimana prima, e la maggioranza di loro ha pronunciato contro il Front National lo stesso no del 2002, quando il fronte repubblicano arginò l’ormai emarginato Jean-Marie Le Pen mandando Jacques Chirac all’Eliseo.

Il Front National è stato travolto ovunque: spazzate vie le due Le Pen, Marine e Marion, nel Pas de Calais e in Provenza-Costa Azzurra, così come lo ‘stratega’ Florian Philippot in Alsazia nonostante l’ammutinamento del socialista Jean-Pierre Masseret, che non ha ritirato la lista. Forse proprio qui c’è stata la dimostrazione del valore della scelta socialista: il candidato dissidente è arrivato ultimo come al primo turno, quello di centro-destra, grazie ai socialisti, ha ottenuto 20 punti di più. Vittoria strategica, quindi, per il Partito socialista, che ha dato vita ad un’edizione unilaterale del Front Republicain che ha sbarrato il passo all’estrema destra.

I Republicains di Nicolas Sarkozy, che nella sua seconda versione cinque anni dopo la sconfitta continua a non convincere, hanno conquistato sette regioni contro le cinque dei socialisti (la Corsica è andata ai nazionalisti) ma appaiono spaccati e alla vigilia di una resa dei conti decisiva. Le prime parole di Xavier Bertrand, poi quelle di Christian Estrosi (i due candidati di destra e centro che hanno battuto Marine Le Pen nel nord e la nipote Marion nel sud) sono state il ringraziamento agli elettori socialisti, tradizionalmente avversari, che hanno riversato i voti della gauche su di loro. Un altro smacco per Sarkozy, che nel suo intervento ha reso invece omaggio al “rifiuto di qualsiasi compromesso con le estreme”.

La gauche perde simbolicamente l‘Ile-de-France, la regione di Parigi. Eppure, nel silenzio assoluto osservato dal presidente Francois Hollande in questa settimana, il grande vincitore appare il primo ministro Manuel Valls, che si è esposto in prima persona gridando addirittura al rischio di “guerra civile” nel caso di vittoria del Front National. Valls ha preso la parola dopo i risultati per rendere omaggio all’appello “chiarissimo, netto, coraggioso, quello della sinistra, che ha sbarrato la strada all’estrema destra che stasera non conquista nessuna regione”. Tuttavia, il premier ha subito avvertito che non è proprio il caso di rilassarsi: “Nessun sollievo, nessun trionfalismo, nessun messaggio di vittoria”, poiché “il pericolo dell’estrema destra non è eliminato. Dobbiamo dimostrare che siamo capaci di restituire la voglia di votare ‘per’ e non unicamente ‘contro'”.

Adesso la strada di Sarkozy sarà tutta in salita. Ha salutato “l’unità della famiglia dei Repubblicani” e l’unione con il centro, esortando a non dimenticare “l’avvertimento” dei francesi. Ma la sua politica tutta rivolta verso il terreno dell’estrema destra e la fortissima opposizione interna lo rendono ogni giorno più debole. Ad Alain Juppé e Francois Fillon, avversari di sempre, si aggiunge Nathalie Kosciusko-Morizet, che aveva votato contro il no di Sarkozy al Fronte repubblicano: “Se gli elettori lo avessero seguito – ha detto stasera – i nostri candidati nel nord e nel sud sarebbero stati battuti”.

Per Marine Le Pen (che domenica sera ha denunciato “intimidazioni e manipolazioni”), Marion Le Pen, Florian Philippot e il resto dei candidati del Front National, una sconfitta che non pregiudica le mire della leader frontista all’Eliseo nel 2017. Il partito si è radicato nel territorio, con una crescita esponenziale negli ultimi 15 anni, è il primo ma resta isolato da un cordone sanitario “repubblicano” reso inviolabile dal meccanismo elettorale a doppio turno. Al primo turno ha dimostrato la propria forza d’attrazione, al secondo turno il suo isolamento.

Ecco la nuova mappa della Francia del secondo turno delle elezioni regionali. L‘Unione della destra comprende i Repubblicani di Sarkozy, l’UDI (Unione dei democratici e degli indipendenti) e il Movimento Democratico. In alcuni casi hanno votato per loro anche i Socialisti. L‘Unione della sinistra comprende i Socialisti, i Comunisti e i Radicali di sinistra.

* NORD-PAS-DE-CALAIS-PICARDIA
– Unione della destra 57,21%
– Front National 42,79%

* PROVENZA-ALPI-COSTA AZZURRA
– Unione della destra 52,61%
– Front National 47,39%

* ALSAZIA-CHAMPAGNE-ARDENNE LORENA
– Unione della destra 47,69%
– Front National 36,80%
– Unione della sinistra 15,51%

* BORGOGNA-FRANCIA-CONTEA
– Unione della sinistra 34,68%
– Unione della destra 32,89%
– Front National 32,44%

* CENTRO-VALLE DELLA LOIRA
– Unione della sinistra 35,38%
– Unione della destra 34,50%
– Front National 30,12%

* LINGUADOCA-ROSSIGLIONE MIDI-PIRENEI
– Unione della sinistra 43,41%
– Front National 35,31%
– Unione della destra 21,28%

* BRETAGNA
– Unione della sinistra 51,41%
– Unione della destra 29,72%
– Front national 18,87%

* PAESI DELLA LOIRA
– Unione della destra 42,70%
– Unione della sinistra 37,56%
– Front National 21,14%

* AQUITAINA-LIMOUSIN POITOU-CHARENTES
– Unione della sinistra 44,27%
– Unione della destra 34,06%
– Front National 21,67%

* ILE-DE-FRANCE
– Unione della destra 44%
– Unione della sinistra 42%
– Front National 14%

* CORSICA
– Lista regionalista 35,34%
– Coalizione a sinistra 28,49%+
– Coalizione a destra 27,07%
– Front National 9,09%

* ALVERNIA RODANO-ALPI
– Unione della destra 41,06%
– Unione della sinistra 35,50%
– Front National 23,44%

* NORMANDIA
– Unione della destra 36,43%
– Unione della sinistra 36,08%
– Front National 27,50%.