Gran Bretagna: perché Corbyn non può vincere: 93 mld spesa, super tasse, nazionalizzazioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2019 11:33 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2019 11:33
Gran Bretagna: perché Jeremy Corbyn non può vincere: 93 mld spesa, super tasse, nazionalizzazioni

Gran Bretagna, nella foto Ansa Jeremy Corbyn

ROMA – Gran Bretagna vota giovedì. Elezioni politiche. E tutti, proprio tutti i sondaggi, danno i Conservatori di Boris Johnson in vantaggio. E mica poco in vantaggio, almeno dieci punti. Come è possibile che l’elettorato britannico preferisca e premi in tale misura il partito che in tre anni ha fatto solo confusione e danno nel gestire la Brexit? Come è possibile un volersi affidare in maggioranza al partito della debole e non empatica May e poi dell’in affidabile (anche agli occhi dei Conservatori) Boris Johnson? Sembra inspiegabile e invece si spiega. Si spiega con una sola parola: Corbyn.

Il capo del Laburisti, il partito concorrente a quello dei Conservatori, non solo ha oscillato durante questi tre anni: Brexit sì, ma anche no, Brexit dolce ma anche secondo referendum su Brexit, secondo referendum su Brexit ma anche no…Non solo ha avuto la costante strategia del non avere strategia, alla fine una strategia l’ha scelta. Eccola: nazionalizzazioni delle grandi imprese di reti e servizi, pesante aggravio di tasse a quota 80 mila sterline di reddito (che in Gran Bretagna vuol dire agiatezza ma non certo ricchezza), 93 miliardi di spesa pubblica in attività soprattutto di Welfare. Sono circa 100 miliardi di euro di spesa pubblica aggiuntiva, cento miliardi! Dieci volte circa Quota 100 italiana per le pensioni e italiano Reddito Cittadinanza. Una cifra enorme.

Una enorme spesa pubblica promessa in campagna elettorale e finanziata, sempre come da campagna elettorale, con tasse, tasse, tasse e nazionalizzazioni (anche se non è chiaro dove le nazionalizzazioni vadano collocate, se nel capitolo spesa p in quello risorse). Corbyn ha deciso e scelto questa piattaforma elettorale. Un po’ come se il Pd in Italia proponesse aliquote Irpef maggiorate sopra i 50 mila euro di reddito, nazionalizzazione dei supermercati e dell’energia elettrica, patrimoniale sulle case e conti correnti. Di fronte a una proposta elettorale di questo tipo gli italiani voterebbero anche per Renzi. Ecco spiegati i sondaggi che annunciano in Gran Bretagna vittoria di Johnson.