Il Mes copre le spese sanitarie 2020 e 2021. Ospedali, ambulatori, Asl… E il Memorandum è sparito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Maggio 2020 14:47 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2020 17:13
Il Mes copre le spese sanitarie 2020 e 2021. Ospedali, ambulatori, Asl... E il Memorandum è sparito

Mes, pubblicato il formulario che sostituisce il memorandum (Ansa)

ROMA – Il Mes ha pubblicato il formulario con cui chiedere gli aiuti della nuova linea di credito, che sarà siglato tra il governo interessato e la Commissione Ue che agisce per conto del Mes.

Nel formulario – che sostituisce il vecchio Memorandum – vanno dettagliate le spese sanitarie fino al 2% del Pil.

“Possono includere la parte della spesa pubblica destinata alla sanità direttamente o indirettamente legata all’impatto del Covid sul sistema, nel 2020 e nel 2021”, specifica il modulo.

Insomma il “baco”, e cioè lo spauracchio del Mes che umiliò la Grecia, è diventato “farfalla”, dichiara entusiasta il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio nel tentativo, complicato, di smussare le resistenze “ideologiche” degli alleati a 5 Stelle che paventano monitoraggi occhiuti e aggiustamenti dei conti forzati.

Per l’Istituto Bruno Leoni, accettare i finanziamenti del Mes, fino al 2% di Pil, vale a dire circa 36 miliardi di euro, significa spendere, nei prossimi dieci anni, fino a 6 miliardi in meno per interessi.

Lo sostengono Luca Fava e Carlo Stagnaro nel briefing paper dell’Istituto Bruno Leoni intitolato significativamente “Il Mes: un’offerta che l’Italia non può e non deve rifiutare”, un prestito col Mes costerebbe meno allo Stato Italiano piuttosto che finanziarsi con l’emissione di Bot e Btp.

Il famigerato Memorandum sostituito dal Response Plan

Il documento del Mes, il certificato di iscrizione diciamo così, si chiama ‘Response plan’, e non più Memorandum, quello cioè di greca memoria contenente la lista delle condizioni di una insostenibile austerity.

Il Response Plan ha solo tre paragrafi.

Il primo ricorda che “la sola condizione per accedere alla linea di credito è che gli Stati che chiedono il sostegno si impegnano ad usarlo per sostenere il finanziamento dei costi diretti e indiretti di sanità, cura e prevenzione, legati alla crisi del COVID-19”.

La pandemia ha cambiato tutto

Poi un breve paragrafo ricorda che la pandemia

“ha cambiato le prospettive per l’economia europea e globale ed è chiaro che una profonda recessione in Ue è inevitabile con un drastico crollo del Pil nel 2020 e una graduale, sebbene incompleta, ripresa nel 2021.

Inoltre, la crisi ha fatto aumentare nettamente il peso sulla sanità, e la pressione sui conti pubblici e sui mercati finanziari.

L’ampiezza del collasso nell’attività economica e la successiva ripresa dipenderà in modo cruciale dalle azioni sanitarie e dalle risposte economiche puntuali.

Di conseguenza, tutti gli Stati e le istituzioni europee stanno prendendo azioni decisive per mitigare l’impatto della crisi, all’interno delle loro rispettive competenze”.

Il secondo paragrafo definisce i contorni delle spese sanitarie coperte dagli aiuti, ma senza definirle nel dettaglio.

Mentre il terzo è ad uso degli Stati che chiederanno gli aiuti, perché è lì che vanno elencate tutte le spese da coprire.

Una nota a margine aggiunge qualche elemento: valgono, tra le altre, la spesa per gli ospedali, centri di cura e riabilitativi, ambulatori, diagnostica, farmaceutici, prevenzione, amministrazione sanitaria, e cura a lungo termine. (fonte Ansa)