Rocco Morabito, evasione molto aiutata: già un anno fa la Polizia sapeva del piano di fuga?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2019 10:09 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2019 10:40
Rocco Morabito, evasione molto aiutata: già un anno fa la Polizia sapeva del piano di fuga

Rocco Morabito, evasione molto aiutata: già un anno fa la Polizia sapeva del piano di fuga

ROMA – “Dopo la sconcertante evasione di Rocco Morabito, in carcere a Montevideo in attesa di estradizione, ho chiesto alle autorità dell’Uruguay spiegazioni sull’accaduto e massimo impegno nelle ricerche”: ha scelto Twitter il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi per annunciare l’incredibile evasione, fornendo una prima, parziale risposta del governo italiano alla beffa uruguaiana che ha consentito la fuga di un criminale ricercato per 23 anni prima di essere assicurato alla giustizia.

Sconcertante, perché Morabito era considerato il broker della droga, fino all’arresto del 2017 uno dei cinque latitanti most wanted, l’uomo che (secondo l’accusa che aveva portato alla sua condanna) per conto della ‘ndrangheta avrebbe inondato con fiumi di cocaina le piazze dello spaccio italiano, Milano in testa.

La giustizia uruguaiana, ammonisce il ministro, deve dare spiegazioni perché tra la richiesta di estradizione e la sua esecuzione è innegabile che qualcosa è andato storto, qualcuno si è messo di traverso, se non peggio, e cioè quella brutta ipotesi che qualcuno possa aver collaborato, agito scientemente per farlo scappare. Insomma qualcuno ha aiutato Morabito a sfuggire ai 30 anni di carcere che lo aspettavano in Italia. 

Eppure erano note le capacità di condizionamento di Morabito, le amicizie, perfino un piano di fuga. Di sicuro l’uomo non ha lasciato nulla di intentato: ogni cavillo giuridico è stato utilizzato per differire l’ora della verità, a suon di ricorsi e manovre dilatorie. Morabito è arrivato a insultare deliberatamente la presidente del Tribunale solo per ottenere la sospensione del procedimento e guadagnare qualche giorno.

Fino al giorno della fuga dal tetto dell’infermeria dove era riuscito a farsi ricoverare, quell’infermeria che, guarda caso, la domenica è sprovvista di guardie di sorveglianza. Dai piani alti della giustizia uruguaiana alla manovalanza dell’istituto carcerario, qualcuno deve pur essersimesso a disposizione; Morabito è di nuovo e chissà per quanto tempo ancora, primula rossa. (fonte Ansa)