Quote migranti obbligatorie. Usa: Crisi durerà altri 20 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2015 9:12 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2015 9:12
Quote migranti "obbligate e permanenti". Chi non vuole paga

Foto Reuters

ROMA – Migranti da dividersi tra i paesi europei con quote “obbligatorie e permanenti”. Il presidente francese Holande e la cancelliera tedesca Merkel “hanno deciso di trasmettere fin da oggi proposte comuni per organizzare l’accoglienza dei rifugiati e una ripartizione equa in Europa”. Una nota congiunta di Parigi e Berlino ufficializza il piano della Commissione appoggiato da soprattutto da Francia Germania e Italia di dividersi su tutto il continente un numero di rifugiati 3-4 volte superiore a quello previsto un paio di mesi fa: da 50mila ad almeno 120 mila, forse 150mila. Londra intanto fa sapere che accoglierà migliaia di profughi siriani in più, mentre gli Usa preoccupati prevedono che la crisi migranti durerà almeno altri 20 anni.

Non tutti sono d’accordo, resistenze continuano ad esserci dai paesi dell’est europeo. La contromisura prevista dalla commissione europea è che chi rifiuta l’accoglienza ai rifugiati dovrà versare un contributo “fortemente oneroso” nelle casse dell’Unione europea.

Una crisi, quella dei migranti, che preoccupa non poco il Pentagono. Secondo il generale americano Dempsey infatti occorre “affrontare sia unilateralmente che con i nostri partner questa questione come un problema generazionale, e organizzarci e preparare le risorse ad un livello sostenibile per gestire questa crisi dei migranti per i prossimi 20 anni“.

A proposito della drammatica fotografia del bimbo siriano di tre anni morto su una spiaggia della Turchia, Dempsey ha auspicato che quella immagine “abbia un simile effetto a quella del 1995 del mortale attacco con i mortai alla piazza del mercato di Sarajevo, che spinse verso l’intervento della Nato in Bosnia”, cioé spinse la comunità internazionale ad agire con maggiore efficacia per trovare una soluzione ad una drammatica emergenza.