Spagna, premier Sanchez dopo Macron: “Italia anti europea ed egoista”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 giugno 2018 12:20 | Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2018 12:36

Pedro Sanchez (foto Ansa)

MADRID – Nell’Unione europea “ci sono governi come quello italiano che stanno facendo politiche anti-europee e dove l’egoismo nazionale è più diffuso”  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, –Ladyblitz clicca qui – Cronaca Oggi, App su Google Play ].

A dirlo è il premier socialista spagnolo, Pedro Sanchez, in una lunga intervista al quotidiano El Pais. Secondo Sanchez, però, “questo ha anche a che fare con la mancanza di solidarietà dimostrata in precedenza dall’Ue nei riguardi di un Paese che ospita già mezzo milione di esseri umani provenienti dalle coste libiche”.

Le parole del premier spagnolo si aggiungono alla tensione tra Italia e Francia, con  una battaglia di dichiarazioni tra Emmanuel Macron, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, a poche ore dal vertice Ue sui migranti. Un summit, quello di Bruxelles, cui l’Italia parteciperà – fanno sapere fonti di governo – “con le mani libere“, non escludendo di dire un no finale.

Nella lunga intervista, Sanchez tratta a tutto tondo del programma del governo spagnolo, Sanchez fa la sua affermazione rispondendo a una domanda se la creazione di centri di sbarco fuori dai confini dell’Unione sia una soluzione: “Devo prima conoscere più in dettaglio la proposta che ci faranno. Non mi pare una soluzione che siano i Paesi di frontiera (dell’Ue) a doversene prendere carico da soli. L’eurofobia – secondo il premier spagnolo – è la principale sfida dell’Ue“.

E in questo solco Sanchez colloca, appunto, l’Italia. A un’altra domanda, se, da quando l’Italia respinge gli sbarchi, la Spagna accoglierà di più, il premier risponde: “Noi (spagnoli) non saremo insensibili a queste tragedie umanitarie, ma è evidente che la Spagna non può rispondere da sola”.

Per Sanchez, “bisogna fare fronte a questa crisi col concerto europeo. Non si possono dare risposte unilaterali. Noi con l’Aquarius abbiamo risposto a una chiamata alla solidarietà. Ma una cosa è una crisi umanitaria, altra cosa è la politica nei confronti dei migranti. Perché la politica migratoria ha bisogno invece di una risposta comune, europea”.