Sarkozy, corto-circuito razzista tra “scimmie e “negri” in tv. Gli infortuni del politicamente scorretto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Settembre 2020 14:46 | Ultimo aggiornamento: 14 Settembre 2020 14:46
Sarkozy razzista? Gaffe in tv

Sarkozy razzista? Gaffe in tv per l’ex premier francese (Ansa)

Bufera sull’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, accusato da gran parte della sinistra di razzismo dopo aver fatto un’associazione fra le parole “scimmie” e “negri”.

Parlava durante un programma tv. Va detto che Sarkozy ha fatto tutto da solo attraverso un giro un po’ cervellotico di associazioni mentali per condannare quelle che reputa restrizioni assurde da politicamente corretto.

Sarkozy razzista? Dice “scimmie” e pensa ai “Dieci piccoli negri” di Agatha Christie

Invitato alla trasmissione Quotidien di Yann Barthès su TMC per l’uscita del suo ultimo libro ‘Il tempo delle tempeste’, l’ex presidente ha criticato “la volontà delle elite che storcono il naso, che sono come le scimmie che non ascoltano nessuno”.

Poi si è interrotto osservando ironicamente: “Ora non so più, possiamo dire la parola ‘scimmia’?”. Ma aggiungendo poi: “Perché… non abbiamo più il diritto di dire… come si dice? ‘I dieci piccoli soldati’ adesso? Giusto? Sono davvero dei progressi della società!”, ha affermato ironicamente.

La battuta era in riferimento alla soppressione della parola “negro” nei “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, che in francese suonava “Dieci piccoli negri”.

“Forse abbiamo il diritto di dire scimmia, senza insultare nessuno”, ha concluso Sarkozy. Il romanzo di Agatha Christie è stato ribattezzato in francese “Ne rimasero 10” e nelle pagine del testo la parola “negro” è stata sostituita da “soldato”.

A sinistra. “Razzismo senza maschera”

“La cosa che dà più fastidio – ha twittato il deputato della sinistra di La France Insoumise, Adrien Quatennens – è la rapidità con cui il suo cervello ha associato le parole ‘scimmia’ e ‘negro’ “.

Per il capo del partito socialista, Olivier Faure, le parole di Sarkozy mostrano un “razzismo senza maschera”.