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Gentiloni: “Governo finché c’è fiducia”. Aventino di M5s, Lega Nord, Ala

Gentiloni alla Camera, Aventino di M5s, Lega Nord e anche Ala

Gentiloni alla Camera per la fiducia: Aventino M5s, Lega Nord e anche Ala (foto Ansa)

ROMA – Paolo Gentiloni va alla Camera dei Deputati per chiedere la fiducia al suo governo (e in serata la otterrà, con 368 sì e 105 no), e a Montecitorio va in onda l’Aventino di Movimento 5 Stelle e Lega Nord. Aventino nel senso che grillini e leghisti non sono stati presenti durante le dichiarazioni programmatiche del nuovo premier incaricato. Gentiloni ha detto, tra le altre cose, che “il governo durerà finché avrà la fiducia”.

M5S non è intervenuto nemmeno in discussione generale ma soltanto nel corso delle dichiarazioni di voto: parlerà la capogruppo Giulia Grillo. Ma la vera sorpresa è stata l’assenza dall’Aula anche dei deputati verdiniani di Ala, che si erano dissociati dal governo perché non avevano ottenuto ministeri.

Le opposizioni contestano innanzitutto che non si vada a elezioni subito dopo la vittoria del No al Referendum e il governo incaricato di traghettare il Paese fino alla nuova legge elettorale è troppo in continuità (anche per i nomi in campo) con quello del dimissionario Renzi.

I punti salienti dell’intervento di Gentiloni:

“I compiti di un governo sono definiti dalla Costituzione e il suo profilo politico è iscritto nel quadro della maggioranza del governo precedente che non è venuta meno. Per qualcuno è un limite, io lo rivendico, rivendico il grande lavoro fatto alle spalle ed i risultati ottenuti di aver rimesso in moto il paese”.

“Il mio governo nasce in un contesto nuovo creato dalla bocciatura del referendum e dalla scelta di dimettersi di Renzi. Questa scelta, che ha originato la crisi, non era obbligata ma ampliamente annunciata e averla compiuta è un atto di coerenza a cui non solo noi del governo e della maggioranza ma tutti gli italiani che hanno a cuore la dignità della politica dovrebbero guardare con rispetto”.

“Il governo è pronto ad intervenire per garantire la stabilità degli istituti bancari”.

“Dobbiamo fare molto di più per il Mezzogiorno. La decisione di formare un ministero esplicitamente dedicato al Sud non deve far pensare a vecchie logiche del passato, al contrario noi abbiamo fatto molte cose per il Mezzogiorno ma credo che sia insufficiente la consapevolezza che proprio dal Sud possa venire la spinta forte per la crescita economia”.

“All’agenda vorrei aggiungere grandi questioni su cui finora a mio avviso non abbiamo dato risposte pienamente sufficiente. Innanzitutto i problemi che riguardano la parte più disagiata della nostra classe media, partite iva e lavoro dipendente, che devono essere al centro dei nostri sforzi per far ripartire la nostra economia”.

“Le consultazioni hanno evidenziato l’impossibilità di una convergenza generale nel sostegno al governo di responsabilità che pure era stata invocata. Ne abbiamo preso atto, procedendo nel quadro della maggioranza anche se ci auguriamo possano maturare apporti e convergenze più larghe sui singoli provvedimenti”.

La protesta era stata in qualche modo anticipata da Beppe Grillo: “Questa ve la devo dire: da domani tutti i nostri parlamentari staranno fuori da questo Parlamento finto e il Parlamento lo faranno nelle strade e nelle piazze”. Il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo ha chiuso con questo annuncio lo spettacolo teatrale ‘Grillo vs Grillo’ al Politeama di Genova, andato in onda il giorno prima della fiducia.

Luigi Di Maio, uscendo pochi minuti più tardi dal teatro, dopo avere incontrato brevemente il leader del Movimento 5 Stelle, ha spiegato: “è del tutto chiaro che domani non andremo in aula a votare una fiducia a un governo fantoccio. Poi nelle prossime ore conoscerete tutte le iniziative del movimento 5 Stelle. Perchè è chiaro: c’è un palazzo e c’è una politica che si arrocca nel palazzo e poi ci siamo noi che abbiamo sempre portato avanti battaglie apostrofate come populiste ma che invece erano i temi dei cittadini. Continueremo a stare con i cittadini”.

“I grillini si rivelano ancora una volta stampella del renzismo e della sinistra. Infatti, uscendo dal Parlamento, facilitano il compito di Gentiloni”. Lo dichiara il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri (Forza Italia). “Verificheremo se la lite con i verdiniani proseguirà o se sarà superata da una manciata di sotto-poltrone di sub-governo. Ma se dovesse permanere la contrarietà al governo da parte del gruppo Ala, Gentiloni dovrà faticare non tanto per ottenere la fiducia, quanto per navigare giorno dopo giorno nelle aule parlamentari. L’assenza dei grillini dal Parlamento lo agevolerebbe perché all’opposizione verrebbero meno alcune decine di voti”, aggiunge.

“Quindi, per andare avanti, a Gentiloni al Senato basterebbero anche meno consensi della maggioranza assoluta. Pertanto, questa strategia aventiniana è un regalo al Pd, a Renzi e a Gentiloni. Una vera e propria complicità. Ci sarà sotto evidentemente qualche intesa e qualche convenienza. Non ci meravigliamo. Ne prendiamo atto”, conclude.

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