Vertice saltato, tv, giustizia: una giornata da seconda Repubblica

Pubblicato il 7 Marzo 2012 20:59 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2012 21:02

Alfano, Bersani e Casini (Lapresse)

ROMA – “Una giornata da seconda Repubblica” ha chiosato alle 20 Enrico Mentana nel tg di La7. In effetti è stata una giornata in cui liti e dispetti fra i partiti, Pdl e Pd soprattutto, hanno sottratto al governo Monti e alla crisi economica le aperture di siti e telegiornali. Una giornata da seconda Repubblica dati gli ingredienti principali: un vertice che salta, la giustizia, il digitale terrestre, il riassetto e le nomine della Rai.

Tutto è iniziato 24 ore prima con un incontro fra il ministro della Giustizia Paola Severino, Pier Luigi Bersani e Pierferdinando Casini. Tema: il ddl corruzione che dorme in Parlamento da due anni. Grande assente: il segretario del Pdl Angelino Alfano. “Un incontro casuale, ma Alfano era stato avvertito”, ha rassicurato la Severino.

Fatto sta che il giorno dopo, al vertice non “casuale” ma programmato fra i tre partiti che sostengono il governo Monti, Alfano non si presenta. I suoi motivi: “Mi pare di capire che si voglia parlare di Rai e giustizia. Ci eravamo sbagliati a credere che i problemi degli italiani riguardassero l’economia. Se li mi devo incontrare per soddisfare la sete di poltrone Rai o per far restare unito Bersani e Vendola e Di Pietro parlando di giustizia mi pare che sarebbe il teatrino della politica. A questo mi sottraggo”. C’è chi ci ha visto un avvertimento di Berlusconi a Monti: non toccare televisione e giustizia o ti faccio saltare.

Monti, dal canto suo, ha minimizzato: “Sono temporanei problemi che possono essere superati”. Ma non è passato inosservato l’incontro fra lo stesso Monti e Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset nonché amico fidatissimo di Silvio Berlusconi. Non è passato inosservato il fatto che di questo incontro nessuno dei due protagonisti abbia voluto riferire niente alla stampa.

E mentre Berlusconi rinunciava a sorpresa alla sua serata televisiva come ospite di Bruno Vespa, Bersani e Alfano si beccavano su Twitter: “Vespa si tolga dall’imbarazzo, inviti sia Berlusconi che Alfano. Il 21 dovrei essere ospite a Porta a Porta, cedo il mio posto”. Replica di Alfano: “Bersani sei veramente simpatico, dovresti andare a Ballarò al posto di Crozza”.

Non è passato inosservato, infine, il ministro per la cooperazione, Andrea Riccardi, che al Senato si è intrattenuto a discutere dell’annullamento da parte di Alfano del vertice Monti-segretari. ”Hai visto?”, ha chiesto Severino. ”Voleva solo creare il caso”, ha risposto Riccardi. ”Vogliono solo strumentalizzare: e la cosa che più mi fa schifo del fare politica”, ha aggiunto Riccardi, secondo quanto i giornalisti presenti hanno potuto ascoltare della conversazione. ”Ma quei tempi lì sono finiti”, ha aggiunto il ministro, che in un altro passaggio del dialogo con il ministro Severino, a cui era presente anche il ministro della Sanità, Renato Balduzzi, ha anche detto: ”Loro hanno grossi problemi a trovare l’accordo sulla legge elettorale”. È il clima di qualche mese prima: maggioranza spaccata e schermaglie fra partiti a botte di dichiarazioni.

Perché anche il Pd nel frattempo minaccia di non votare la fiducia al decreto semplificazione, dopo che il governo ha stoppato, per intervento del sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo, un emendamento pd che aumentava le accise su birra e alcolici per assumere 10.000 precari nella scuola.