“Compro Oro” sul blog di Grillo: a spot pagato non si guarda in bocca

Pubblicato il 1 ottobre 2012 12:15 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2012 12:17

La pubblicità del Compro Oro sul sito di Beppe Grillo

ROMA – “Se ti servono contanti extra vendici i tuoi gioielli adesso”. Quando sul blog di Beppe Grillo è comparsa la pubblicità di un “Compro Oro” la cosa non è passata inosservata. La pubblicità non è una novità su beppegrillo.it, dove compaiono abitualmente spot di assicurazioni online o di siti che vendono prodotti tecnologici. Ma per il Compro Oro il discorso è diverso. Trattandosi, in primis, di Beppe Grillo. Ovvero colui che ha detto cose come: “La pubblicità si basa sull’infelicità della gente, la crea”, che ha invocato “una Norimberga per i pubblicitari”, che denuncia l’assenza di libertà nella stampa “perché non si può fare un’inchiesta su un inserzionista”, che ha suggerito di informarsi solo dove non c’è pubblicità. Ovvero, per molto tempo sul suo blog. Oggi non più però. Sulle pagine compaiono alcune inserzioni. Il 30 settembre anche quella del Compro Oro, attività che spesso nasconde episodi di riciclaggio ed evasione, come hanno documentato alcune inchieste. Tanto da spingere il governo Monti a sollecitare incursioni della Finanza che hanno accertato irregolarità nel 60% degli esercizi controllati. Senza contare che il boom recente dei Compro Oro è nutrito dalla disperazione delle tante famiglie morse dalla crisi. E’ sicuro Grillo che questo genere di attività si sposi con i principi del Movimento 5 Stelle?

Nel mondo del Movimento 5 Stelle succede poi che il blog di Beppe Grillo sia a tutti gli effetti il sito e l’organo ufficiale del Movimento. Che non è un partito in senso ortodosso certo, ma è pur sempre la terza forza politica del Paese, stando ai sondaggi. Non sarebbe strano vedere pubblicità sui siti degli altri partiti? Né Pdl né Pd, per dire i maggiori, ne hanno. Sul blog invece le pubblicità si alternano a vari link nella colonnina di destra diretti principalmente a pagine in cui si pubblicizzano i libri di Grillo, acquistabili online. Riassumendo: Grillo ha dimostrato di fare un uso della pubblicità scaltro e attento al profitto. Legittimo, ovviamente, visto che nessuno vieta pubblicità sui siti legati a movimenti politici. Quanto all’opportunità politica di ospitare pubblicità, Curzio Maltese su Repubblica si chiede: “Grillo non solo è dunque padrone del suo partito, ma tratta gli elettori come clienti, audience da vendere agli inserzionisti. Se non è conflitto d’interesse questo, che cosa lo è?”.

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