Beppe Grillo: “Faremo il terzo V-Day. Chi si guarda l’ombelico vada via da M5S”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Settembre 2013 14:16 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2013 14:18
Beppe Grillo: "Faremo il terzo V-Day. Chi si guarda l'ombelico vada via da M5S"

Beppe Grillo: “Faremo il terzo V-Day. Chi si guarda l’ombelico vada via da M5S” (LaPresse)

ROMA, 3 SET – Che autunno sarà quello del Movimento 5 Stelle? Caldo, a sentire il suo leader Beppe Grillo: “Chi vuole guardarsi l’ombelico si tiri fuori. Il M5S non è il suo ambiente. Presto faremo il terzo V-Day. Tenetevi pronti”. Così Grillo ha scritto sul suo blog mentre è in corso la riunione dei senatori cinque stelle nel corso della quale alcuni parlamentari hanno espresso dubbi sulla linea politica del movimento.

Le parole di Grillo coincidono in parte con l’intervento del capogruppo al Senato, Nicola Morra, che a chi nel corso della riunione chiedeva di discutere del dialogo con i partiti ha replicato spiegando che il M5S è “in guerra con il Palazzo”.

Siamo in guerra” si intitola, infatti, il post del leader M5S. Grillo paragona l’attività politica del Movimento ad una partita a scacchi. “Ogni casella disponibile va presidiata. Parafrasando Carl von Clausewitz ‘La politica non è che la continuazione della guerra con altri mezzi’. Il MoVimento 5 Stelle non è violento, ma è rivoluzionario – afferma Grillo – Vuol cambiare la società, restituire ai veri giocatori, i cittadini, la scacchiera, il gioco. Cambiare in senso democratico la Costituzione e lo Stato. Il M5S è una variabile che il Sistema, non solo quello nazionale, non aveva previsto e ha quindi reagito con ogni mezzo possibile per escluderlo dal gioco. Il M5S è condannato dalla sua stessa natura a vincere la partita o a perderla irrimediabilmente. I pezzi bianchi non possono allearsi con quelli neri. A differenza degli scacchi in questa partita non è previsto il pari, ma solo lo scacco matto”.

“Siamo in guerra, una guerra che deciderà il destino di questo Paese per il prossimi decenni. O ci sarà una svolta o una lenta stagnazione con facce nuove a proteggere i vecchi interessi di sempre – prosegue – Non è più tempo di parlarsi addosso, ma di azioni, di segnali, di presenze. Il Parlamento si è dimostrato una scatola di tonno vuota, il contenuto lo aveva già divorato da tempo il Sistema. Bisogna tornare nelle piazze e pretendere che la RAI diventi una casa di vetro, oggi è solo uno strumento di propaganda in mano ai partiti”.