I giorni disperati di Berlusconi. Fiducia? Forse. Maggioranza? Persa

Pubblicato il 3 Novembre 2011 17:53 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2011 20:08

foto Lapresse

ROMA – Silvio Berlusconi non ha più la maggioranza ma non è detto che non avrà la fiducia. Ha perso sei pezzi: due deputati sono passati dal Pdl all’Udc, sono Alessio Bonciani e Ida D’Ippolito; tre “Responsabili”, Amerigo Porfidia, Elio Belcastro e Arturo Iannaccone sono passati al gruppo misto (ma hanno fatto sapere che voteranno la fiducia), poi c’è il “Responsabile” Pippo Gianni che ha detto che non voterà la fiducia. Tutto poche ore dopo che l’ex coordinatore di Forza Italia Roberto Antonione ha abbandonato il Pdl. Il governo Berlusconi ha avuto 316 voti nell’ultima fiducia e adesso più che mai è caccia al singolo voto: ma se non è questa la volta del “no”, sarà la prossima, anche perché la “contabilità” gli dà 302 deputati dalla sua parte, molto sotto quota 315 (il 50%+1 alla Camera).

Perché questi deputati si sfilano dalla maggioranza? E se voteranno anche contro la fiducia, perché lo faranno? Perché vogliono elezioni anticipate? No. Perché vogliono un governo di salute pubblica. Far cadere adesso Berlusconi per andare al voto sarebbe un dramma per l’Italia, e forti di questo dato di fatto il segretario del Pdl Angelino Alfano dice non c’è altro governo all’infuori di Berlusconi, e il leader della Lega Umberto Bossi liquida con un secco “no” l’ipotesi governo tecnico.

Il governo di salute pubblica (o di emergenza, o di salvezza nazionale) è diverso dal governo tecnico: dovrebbe approvare i provvedimenti che Pdl e Lega non ce la fanno a varare da soli, con i voti dell’0pposizione, ovvero di Pd, Idv, Terzo polo e una parte riottosa della maggioranza. Quale parte? Quella che si raccoglie intorno al manipolo dei Responsabili, che non essendo un partito hanno tutto l’interesse a restare più a lungo possibile in Parlamento e a evitare le elezioni anticipate.

Chi lo fa il governo di salvezza nazionale? Non può essere Gianni Letta, non può essere Giulio Tremonti, troppo compromessi con l’attuale maggioranza. L’unico nome possibile, che si fa da tempo, è Mario Monti, o un simil-Monti che però non si vede all’orizzonte. Auguri.