Berlusconi "rammaricato per la botta" all'amico Umberto

Pubblicato il 5 Aprile 2012 20:29 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2012 20:33

ROMA – Rammaricato per la bufera che ha colpito 'l'amico' Umberto tanto da arrivare a pensare che nulla sara' piu' come prima. Silvio Berlusconi, costantemente informato sulle notizie che arrivavano da Milano dove era riunito il consiglio federale della Lega concluso con le dimissioni del Senatur, sarebbe rimasto sorpreso, ma soprattutto umanamene molto dispiaciuto per colui che ha sempre considerato ''il suo piu' fedele alleato''.

Un Cavaliere profondamente amareggiato, e' la descrizione fornita dai parlamentari che con lui hanno commentato tutta la vicenda che tra travolto il vertice leghista. Al di la' del dispiacere pero' l'ex presidente del Consiglio avrebbe constatato senza tanto stupore che contro Bossi si e' scatenata la solita giustizia ad orologeria: E' un film che conosco bene – sarebbe stato il ragionamento – dopo essersi accaniti contro di me, ora tocca ad Umberto. Guarda caso ad un mese dalle elezioni amministrative.

Al turbamento del Cavaliere si aggiungono pero' i ragionamenti dentro il Pdl su come saranno ora gli equilibri ed i rapporti con la Lega Nord. I piu' cinici a via dell'Umuilta' sperano che il terremoto che ha travolto i lumbard possa avere ricadute positive in termini elettorali per il Pdl alle elezioni amministrative. La speranza e' che si riesca a drenare qualche voto dei delusi, anche se sondaggi alla mano, l'ipotesi che va per la maggiore e' che i militanti delusi del Carroccio con i loro voti contribuiscano ad aumentare il consenso di quei partiti simbolo dell'antipolitica come il movimento di Beppe Grillo.

Al di la' delle elezioni amministrative pero' nel Pdl c'e' gia' chi guarda oltre e attende le 'mosse' di Roberto Maroni, considerato dai pidiellini il segretario in pectore della Lega. L'ex ministro dell'Interno, e' il ragionamento di alcuni, si terra' fino alla fine le mani libere per cui recuperare l'alleanza non sara' cosi' semplice.

Non la pensano cosi' alcuni dirigenti vicini anche al segretario Angelino Alfano. Anzi, e' proprio sullo stretto rapporto che c'e' tra i due, coltivato anche dall'esperienza insieme al governo, che nel Pdl si guarda nell'ottica di una possibile alleanza futura.