Berlusconi: “Scuola pubblica influenzata da deleterie ideologie” ma “Mie parole travisate”

Pubblicato il 27 Febbraio 2011 15:46 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2011 15:54

Silvio Berlusconi

ROMA – Le sue parole sulla scuola hanno creato un polverone, ma Silvio Berlusconi torna anche oggi a parlarne. Dicendo che quanto detto ieri è stato “travisato” ma ribadendo il punto: la scuola è influenzata da ideologie deleterie.

”Come al solito – dice il premier – anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressoché ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose”.

”Desidero percio’ chiarire nuovamente – prosegue il presidente del Consiglio nel comunicato – senza possibilita’ di essere frainteso, la mia posizione sulla scuola”. ”Il mio Governo – sottolinea Berlusconi – ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Universita’, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignita’ a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati”.

”Questo non significa – si legge ancora nel comunicato – non poter ricordare e denunciare l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verita’ e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all’educazione dei figli”. ”Le mie parole, percio’ – aggiunge il premier – non possono essere in alcun modo interpretate come un attacco alla scuola pubblica, ma al contrario come un richiamo al valore fondamentale della scuola pubblica, che presuppone liberta’ d’insegnamento ma anche ripudio dell’indottrinamento politico e ideologico”.

“Il mio governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Università – continua il premier in una nota – proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati. Questo non significa – prosegue – non poter ricordare e denunciare l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verita’ e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all’educazione dei figli”.