Brexit non è riuscita, il 29 marzo Gran Bretagna non esce

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 14 marzo 2019 9:37 | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2019 9:37
La Brexit non è riuscita, il 29 marzo Gran Bretagna non esce

Brexit non è riuscita, il 29 marzo Gran Bretagna non esce (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Brexit non è riuscita, Gran Bretagna non ce la fa ad uscire dalla Unione Europea e una cosa è sicura: il 29 marzo, data fissata per l’addio, Gran Bretagna sarà ancora dentro la Ue.

La Brexit non è riuscita perché, venduta dalla propaganda e votata dall’elettorato come una liberazione, è apparsa subito e in concreto come una tassa. Una festa doveva essere, si è subito rivelata un guaio. E di fronte a questa constatazione la vita pubblica e politica dell Gran Bretagna si è trasformata in un rissoso condominio dove l’importante è impedire che venga scelta e decisa qualunque cosa.

Nel condominio rissoso e ringhioso della vita politica e del Parlamento britannico i più erano e sono per bocciare la Brexit fatta secondo accordo raggiunto con la Ue. Ma nello stesso Parlamento i più sono per escludere fermamente e in ogni caso la Brexit senza accordo con la Ue. E i più sono per una Brexit con accordo con la Ue ma senza accordarsi con la Ue. E i più sono contrari ad ogni accordo proposto dal governo May. Ma i più sono contrari a dimissioni del governo May, governo che regolarmente bocciano.

Nel Parlamento britannico i conservatori tengono in piedi il governo May ma ne bocciano gli atti politici relativi alla Brexit. Gli Unionisti irlandesi votano per il governo ma contro gli accordi sulla Brexit, gli autonomisti scozzesi sono contro la Brexit, loro sono per restare nella Ue, ma votano contro l’accordo raggiunto con la Ue. I laburisti non vogliono (volevano?) restare nella Ue ma vogliono una  Brexit che non è chiaro quale sia…

Un condominio delirante, delirio frutto dalla constatazione collettiva che la Brexit festa e liberazione è grana, problema e probabilmente danno. Brexit costa, Brexit si paga. E invece si erano raccontati che sarebbe stato il giorno di passare all’incasso.

Osservando di fretta il condominio delirante britannico, quel che è diventata la politica britannica, in Italia tutti hanno annunciato “No Deal mai così vicino” il giorno in cui era evidente che No Deal mai così lontano. La Gran Bretagna non esce dalla Ue sbattendo la porta, non esce senza accordo. Il Parlamento britannico ha votato no a questa ipotesi, anzi no, mai. No Deal Gran Bretagna non se lo può permettere e lo sa.

Quindi Gran Bretagna chiederà rinvio della Brexit. Non sarà Brexit il 29 marzo. Rinvio di forse tre mesi, fino a giugno. Voteranno allora i britannici per le europee del 26 maggio? Oppure rinvio per anno, fino al 2020. Anno nel quale il governo May probabilmente cadrà, forse elezioni anticipate in Gran Bretagna. Possibile, probabile. Anno nel quale la Gran Bretagna potrebbe nei fatti ripensarci su Brexit. Perché Brexit è stata una grande emozione e un grande e potente sentimento di popolo: Ma non è una politica che si organizza e realizza, non è un progetto di governo, è una festa di popolo dove il popolo si fa male. Ricorda qualcosa?