Cacciari sferza i partiti miopi e impotenti: parola di un filosofo scomodo e, per molti, irritante

Cacciari sferza i partiti miopi e impotenti: “Hanno toccato il fondo gonfiandosi di slogan” e queste elezioni certificano un declino ventennale. Parola di un filosofo scomodo e, per molti, irritante

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 13 Settembre 2022 - 09:45 OLTRE 6 MESI FA
Cacciari sferza i partiti miopi e impotenti: parola di un filosofo scomodo e, per molti, irritante

Cacciari sferza i partiti miopi e impotenti: parola di un filosofo scomodo e, per molti, irritante

Cacciari dixit: Miopi e impotenti di fronte a guerra e crisi. Sì, hanno toccato il fondo”. Sassate
sui partiti.

Come al solito il filosofo Massimo Cacciari non le manda a dire. Rinnegato dal centrosinistra per le sue posizioni sul Green pass e contro il governo Draghi, tenuto a debita distanza  per la sua verbosità ruvida e schietta, l’ex sindaco di Venezia (1993-2000) irrompe nella campagna elettorale. E sono scintille. Se la prende con tutti, non fa distinzioni. Fa però discutere e riflettere. Ovviamente non tutti i suoi pensieri tranciati trovano una condivisione ma sono una chiave di lettura fuori dal coro. Comunque mai banali. Irritanti (per molti), abilmente mediatici (sostengono i critici televisivi), “bastian contrari” per naturale vocazione e predisposizione. Ecco in sintesi  le sue più recenti bordate.

1) POLITICA GONFIA DI SLOGAN

È un bla bla di frasi brevi che giocano sul potere evocativo delle parole
per far ricordare un messaggio, per trasmettere una emozione. No. Questa per Cacciari è una politica miope che dribbla i problemi veri soffermandosi sul cazzeggio. È sulla stessa linea di  Mario Capanna, sessantottino e utopista impenitente per il quale un problema vero “sono i salari da fame”. E poi:”C’è un vuoto di idee. Il potere d’acquisto delle famiglie è precipitato, milioni di italiani soffrono”. È la finzione politica finisce nel mirino della disaffezione. In altre parole: astensionismo crescente.

2) l’IMPOTENZA VENTENNALE DEL PARLAMENTO

Cacciari parla di “crisi di sistema “. Dice che il Parlamento è incapace “di affrontare questioni vitali”. Il voto del 25 settembre? “È la conclusione di un declino ventennale in cui il Parlamento ha dimostrato di non saper formare da se’ dei governi adeguati. La conseguenza è un presidenzialismo surrettizio”.

3) CRISI DI SISTEMA E SALTO D’EPOCA

Sono, per Cacciari, le due questioni prioritarie da affrontare. “Ma non in modo dilettantistico, occasionale e marginale” come son solite fare le forze politiche . “Occorre fare un lungo ragionamento di ordine storico e concettuale e affrontare la questione non come una partita di calcio”. Allora serve una nuova fase costituente? “Mi accontenterei di una riflessione critica e autocritica su come si è arrivati a questa situazione . È incredibile che gli eredi di tanta cultura cattolica e di sinistra non riflettano sull’ ipotesi di avere domani un governo di destra con una leader come la Meloni. Siamo di fronte ad una discontinuità netta”.