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Comune Roma, no taglio stipendi. Marino, “Messaggero da querela”. Ma il piano c’era

Comune Roma, no taglio stipendi. Marino, "Messaggero da querela". Ma il piano c'era

Comune Roma, no taglio stipendi. Marino, “Messaggero da querela”. Ma il piano c’era

ROMA – Comune Roma, no taglio stipendi. Marino, “Messaggero da querela”. Ma il piano c’era. “Il Comune non taglierà un euro degli stipendi dei dipendenti capitolini”: con questa dichiarazione solenne l’amministrazione comunale ha siglato un accordo con i sindacati scesi sul piede di guerra dopo la pubblicazione su Il Messaggero del presunto piano draconiano di tagli del 30% sulla busta paga dei dipendenti (in particolare l’eliminazione del cosiddetto salario accessorio che da solo vale il 20% dell’intera busta). Il confronto che si è protratto fino a notte fonda presso l’assessorato alle Risorse Umane ha comunque stabilito una tregua valida almeno per quest’anno.

Non tra il sindaco e il quotidiano Il Messaggero. Ignazio Marino valuta la possibilità di querelarlo, ci sarebbero gli estremi per il reato di procurato allarme, sostiene. Il Messaggero replica (“Le smentite impossibili davanti ai documenti”) che è tutto vero, che la sforbiciata fino al 30% sulle busta paga e l’entità dei dipendenti coinvolti fanno parte del piano già in stato avanzato per recuperare 70 milioni l’anno e che l’assessore Morgante, suo estensore, non ha infatti potuto smentire.

D’altra parte che la rigorosa spending review dell’assessore cominciasse a insospettire quando non a irritare profondamente mezza giunta, non è un segreto e infatti la parola rimpasto era la più gettonata. Una ennesima prova c’è stata lunedì scorso quando è stato deciso lo stanziamento di 10 milioni da dividere fra municipi e cittadini alluvionati nonostante il profondo rosso di bilancio: l’assessora Morgante ha preso e se ne è andata.

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