Conte, l’anno bellissimo della questua sulle multe e spazzatura su Tria

di Lucio Fero
Pubblicato il 3 aprile 2019 11:30 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2019 11:40
Conte, il 2019 anno bellissimo della questua sulle multe e spazzatura su Tria

Conte, l’anno bellissimo della questua sulle multe e spazzatura su Tria (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Conte presidente del Consiglio qualche giorno fa ha consigliato e ammonito: “Restiamo tutti lucidi”. Ottimo proposito, quindi, lucidamente, ripercorriamo le tappe del Conte pensiero in materia di economia e di salute economica del paese.

E’ scritto in legge di Bilancio approvata a fine 2018 che il Pil italiano aumenterà nel 2019 dell’uno per cento. Di conseguenza Conte premier annunciava agli italiani poche settimane dopo: “Il 2019 sarà un anno bellissimo“. Ora che le previsioni sul Pil 2019 oscillano tra più 0,2 e meno 0,2 per cento l’anno economico per gli italiani resta secondo il capo del loro governo “bellissimo”.

E come fa a restare bellissimo visto che un punto di Pil in meno significa 18 miliardi in meno e soprattutto meno lavoro e consumi e investimenti? Niente paura, dice Conte agli italiani: “Il governo aveva previsto tutto”. Roba da far impallidire lo “stai sereno” di Renzi…

Il governo aveva previsto tutto dice Conte. E infatti…Infatti arriva il Decreto crescita economica che pare contenga la rottamazione, insomma un po’ di condono per le multe, le tasse locali, forse qualche categoria di abuso edilizio. Dunque la strategia per la crescita è in fondo e al fondo quella di una questua ammiccante: cittadino, pagami un po’ delle multe e tasse che non hai pagato e forse non pagheresti mai, ti faccio uno sconto che è un botto, come puoi rifiutare?

Non c’è da stupirsi e infatti non si stupisce nessuno: è questo l’orizzonte della teoria economica made in Lega e condivisa in M5S: strizza l’occhio al cittadino e il portafoglio pubblico e privato si gonfierà. L’idea e la pratica sono infatti quelle di mandare in pensione più gente possibile più presto possibile (quota 100), affiancare il reddito di cittadinanza al lavoro nero e all’evasione fiscale come volani dell’economia e dei consumi reali. E’ questa l’idea della crescita che a Conte appare “bellissima”, a Salvini appare ovvia ed esaustiva, a Di Maio appare auto evidente. Nella cornice di questa idea una nuova questua sulle multe e tassa rifiuti ci sta.

Ci sta in fondo anche quella che il ministro dell’Economia Tria chiama in una intervista al Corriere della Sera “spazzatura contro di me”. Spazzatura è il termine usato da Tria, spazzatura. Ma a lanciargliela contro se spazzatura è non sono cittadini esagitati per esasperate e improbabili ragioni, a buttare spazzatura su Tria sono, anzi è il coro di voci che viene da M5S. Il maggior partito di governo comunica al paese e al mondo di avere sulle scatole il ministro dell’Economia. Anche questo aiuta la crescita economica ovviamente e fa parte dell’anno bellissimo. Aveva previsto anche questo premier Conte? Ma, come dice il capo del governo, restiamo tutti lucidi: non lo sapeva Tria che andava a finire così, non sapeva con chi e su quale nave si era imbarcato?