Coronavirus, Misiani (Economia): “Riaperture graduali. Ma ad oggi non ci sono date”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Aprile 2020 12:22 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2020 12:30
Coronavirus, Misiani (Economia): "Riaperture graduali. Ma ad oggi non ci sono date"

Coronavirus, Misiani (Economia, nella foto Ansa): “Riaperture graduali. Ma ad oggi non ci sono date”

ROMA  –  Riaperture al tempo da coronavirus, il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, fa il punto: “E’ evidente che dovremo convivere con il virus ancora a lungo e la riapertura delle attività dovrà essere graduale e correlata al grado di rischio: prima le attività economiche, sociali e civili con un basso grado di rischio, successivamente le altre tenendo conto dei dati epidemiologici”.

In un intervento a Mattino 5, il viceministro ha sottolineato che “il dato più significativo è quello dei posti in terapia intensiva, è quello più affidabile che dice che le misure stanno funzionando e che i sacrifici stanno portando risultati”.

“Abbiamo insediato la task force guidata da Colao – ha aggiunto Misiani – esattamente per progettare la fase due, per dare preziose indicazioni a governo e parlamento non solo sulle tempistiche ma anche sull’organizzazione”: questione “cruciale la disponibilità dei dispositivi di protezione” come le mascherine, per la quale sta procedendo la riconversione per la produzione interna. Con una riapertura “in blocco non saremmo in condizione di garantire sicurezza a tutti”.  

“Circola un calendario che non è veritiero” l’unica cosa “verosimile” è che servirà “gradualità della riapertura delle attività e della vita sociale. Ad oggi non c’è una programmazione decisa: la task force sta iniziando a lavorare in questi giorni, avremo un quadro reale nei prossimi giorni”, ha sottolineato Misiani. 

Certo, “i dati epidemiologici stanno migliorando ma è necessaria prudenza contro una seconda ondata di contagi, che sarebbe esiziale anche dal punto di vista economico”.

Per il decreto di aprile anti coronavirus, ha poi spiegato il viceministro, “parte del fabbisogno” sarà coperto “con i fondi europei che sono stati svincolati: si tratta di fondi comunitari della programmazione del bilancio europeo, 10-11 miliardi che grazie a una decisione di qualche settimana fa potremo svincolare e riutilizzare per l’emergenza sanitaria, poi dovremo fare comunque ulteriore deficit”.

“Chiederemo uno scostamento molto consistente al Parlamento: il prossimo decreto sarà molto consistente, più del decreto di marzo”, ha aggiunto. “Il Mes non lo utilizzeremo, però utilizzeremo il programma per la cassa integrazione europea, utilizzeremo i 200 miliardi della Banca europea degli investimenti e le altre possibilità che le istituzioni europee hanno deciso in queste settimane” come l’allentamento delle regole sugli aiuti di Stato, che permette garanzie al 100% attivate con l’ultimo decreto sulla liquidità delle imprese, ha aggiunto Misiani, ricordando anche l’intervento della Bce che consente di tenere lo spread “sotto controllo”.  (Fonti: Ansa, Mattino 5)