Di Maio denuncia manina amica evasori in legge suo governo. Mano di Salvini? Troppi brindisi…e poi dicono di Juncker

di Lucio Fero
Pubblicato il 18 ottobre 2018 14:11 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2018 14:11
Luigi Di Maio denuncia manina amica evasori in legge suo governo. Mano di Salvini? Troppi brindisi...e poi dicono di Juncker

Di Maio denuncia manina amica evasori in legge suo governo. Mano di Salvini? Troppi brindisi…e poi dicono di Juncker (foto Ansa)

ROMA – Di Maio, questa davvero non s’era mai vista: il vice presidente del Consiglio di un governo oltre che bi-ministro dello stesso governo che denuncia l’intrusione in una legge del suo governo e la manipolazione di una legge del suo governo da parte di una manina (parola sua) amica degli evasori fiscali. Una manina del suo governo. Perché altri non c’è, al governo sono loro. Sono in due: M5S e Lega. Di Maio e Salvini. Quindi davvero non s’era mai vista: la mano destra di un governo che denuncia la sinistra e viceversa. Denuncia alla Procura, mica solo a Bruno Vespa.

I personaggi, gli attori principali di questa realissima vicenda. Personaggi quanto mai improbabili eppure veri, eccome se veri. Di Maio Luigi: idealmente impugnando il Decreto fiscale e la Manovra del Popolo appena poche ore fa annunciava alle genti e alla storia che niente meno era stato scritto un Nuovo Contratto Sociale (tutto con le maiuscole). Il vecchio Rousseau se ne facesse una ragione, l’allievo Di Maio l’aveva battuto. Brindisi e festa di governo e di popolo, M5S alla festa, due giorni di festa! Dalla successiva denuncia e sgomento messi in scena da Di Maio se ne deduce che il nuovo meraviglioso Contratto Sociale o non l’aveva neanche letto o non aveva capito quello che c’era scritto. Scegliere la versione più gentile per Di Maio, l’eterno dilemma: ci fa o ci è?

Conte Giuseppe: non chiedete a lui, lui le leggi del governo che presiede mica le scrive. E neanche le legge. Magari dopo, se ha tempo. Conte che non sa e non conta è però andato ad annunciare alla tv e alle genti e alla Ue (alla storia no, non ha l’ipertrofico ego di Di Maio) che era “orgoglioso” di quei testi. Orgoglioso dopo averli letti o orgoglioso a prescindere, come da copione nella parte assegnata?

Matteo Salvini: dalla Lega hanno risposto a Di Maio con un gelido “noi siamo seri” che vuol dire noi seri, voi no. Salvini in persona un po’ fa il distratto per non andare in guerra, un po’ fa sapere che M5S è una gabbia di matti. Ce l’ha messo Salvini o comunque la Lega nel testo circolato del Decreto Fiscale che si sanano case e conti all’estero, che i 100 mila di non dichiarato sono all’anno e quindi fa 500mila, che i 100 mila sono per ogni tassa e che quindi altro che condono, è big-big condono, che anche l’Iva non pagata al 22 per cento rientra nel condono pagandola al 20 per cento? E’ la Lega che si è allargata verso, diciamo…la sua base produttiva, quelli che Salvini dice i milioni (milioni!) di italiani prigionieri del fisco?

Possibile, anzi probabile, anzi quasi ovvio. Ridicolmente M5S monitorizza i passi e gli spostamenti del sottosegretario Giorgetti per sapere se è stato lui. Lui, Giorgetti, a far cosa? La pretesa di Di Maio di fare un condono che non condona non è mai stata di questo mondo. Se si abbonano le tasse, si abbonano, punto. La manina che desta lo sdegno, postumo all’approvazione del testo, di Di Maio non può certo essere quella di Tria o dei tecnici del Ministero del Tesoro che Di Maio vede e segnala come nemici del popolo in agguato. Tria, il Mef, i tecnici e i loro eventuali mandanti, Draghi, Bankitalia, Juncker, la Ue avrebbero messo in manovra volentieri testi e misure per stringere deficit e debito. Al contrario l’iper allargamento del Condono fiscale è certamente misura…espansiva. In piena coerenza, a guardar bene, con la teoria economica di Di Maio che è: i soldi ci sono, andiamoli a prendere!

Quindi? Quindi, a parte e neanche tanto a parte il grottesco denunciare: al Quirinale è stato mandato un testo contraffatto per poi vedersi rispondere dal Quirinale che nessun testo era mai arrivato da nessuno…Anzi, per niente a parte: qui c’è Di Maio, niente meno che il Capo politico M5S, ministro due volte in una e mezza guida del governo che strilla in tv di cose che non sa, non sa nemmeno se esiste un testo, una bozza di decreto il suo governo l’ha mandata o no al Presidente della Repubblica!

Mentre Matteo Salvini ogni giorno si comporta come se l’Italia non fosse nella Ue (ultime da Mosca: “qui mi sento a casa più che in altri paesi d’Europa…non si sognino di mandarci la Troika…), Di Maio ogni giorno si comporta come se non fosse davvero lui al governo. Di Maio che va in tv a recitare il tenetemi in due che quattro non ce la fanno, che va ad annunciare il ricorso alla magistratura contro una mano del suo governo!

L’ipotesi migliore, migliore per il paese, migliore si fa per dire, è quella di una sceneggiata. Il condono c’è, è condono fiscale ed è vantaggio e ristoro per chi non ha pagato le tasse, punto. Ma Di Maio deve sceneggiare dolore, stupore, complotto. Poi, finita la recita, tutto finirà. Insomma guapperia politica…di cartone.

L’altra ipotesi è quella dei troppi brindisi. E poi dicono di Juncker…Salvini come si fosse già fuori dalla Ue, Di Maio come se M5S fosse ancora fuori dal governo, l’Italia fuori…dal balcone.

Post Scriptum: la Troika non te la mandano, non te la manda nessuno, arriva se sballi, se fai il botto finanziario, se non hai più liquidi per pagare le spese dello Stato. Arriva perché con l’acqua alla gola e disperato e squattrinato chiedi aiuto e prestiti. Chissà se Salvini lo sa.