Elezioni. I 60mila italiani che se ne sono fregati votando gli impresentabili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Giugno 2015 14:25 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2015 14:39
Elezioni. I 53mila italiani che se sono fregati votando gli impresentabili

Alberico Gambino, uno degli impresentabili. Eletto con oltre 10mila voti

ROMA – Ci sono poco meno di 60mila italiani che se ne sono fregati e hanno votato per gli impresentabili. Il calcolo non tiene conto di Vincenzo De Luca, che nonostante la patente affibiatagli da Rosy Bindi e commissione antimafia con 987.651 voti si è addirittura preso la Campania. Oltre a De Luca, però, l’elenco di impresentabili comprendeva altri 15 nomi e un’indicazione agli italiani: sono in lista, ma non votateli.

In 53.080 hanno fatto spallucce. Forse non hanno sentito Rosy Bindi in conferenza stampa, forse non hanno letto i giornali, non hanno sentito o visto telegiornali, non hanno compulsato siti internet. O forse hanno fatto una o tutte queste cose e hanno semplicemente deciso di fregarsene.

In 10.568 hanno votato per l’ex sindaco di Pagani Alberico Gambino di Fratelli d’Italia. Pochi più della metà di quei voti  li ha presi Luciano Passariello (5773). Per entrambi posto in Consiglio. Sandra Lonardo Mastella di voti ne ha portati a casa 10213: non le sono bastati per il posto. Antonio Ambrosio, Forza Italia, resta fuori nonostante 7427 voti. Fernando Errico si è fermato a quota 6967 ed è rimasto fuori anche lui.

Più bassi i voti degli altri impresentabili campani:  2116 per Sergio Nappi (Lista Caldoro), 1078 per Domenico Elefante (Centro Democratico), 877 per Raffaele Viscardi (Popolari), 291 per Francesco Plaitano (Popolari), 207 per Carmela Grimaldi (Campania in rete), solo 56 per Antonio Scalzone (Popolari per l’Italia). In Puglia Fabio Ladisa ha raccolto 3238 voti, Giovanni Copertino (FI) 2083, Massimiliano Oggiano (Oltre con Fitto) 1234 e Enzo Palmisano (con Schittulli) 92.

La somma di questi voti fa appunto 53.080. Gente che ha ritenuto di fregarsene di un appello, quello dell’Antimafia, tanto irrituale quanto tardivo. Tutto quello che non dicono i numeri lo diranno i tribunali: già diversi candidati, trombati o eletti che siano, hanno deciso di querelare Rosy Bindi e l’Antimafia. Mancano notizie di non eletti che annunciano ricorso. Ma è solo questione di tempo: prima o poi qualcuno che dice di non essere stato eletto per colpa della patente di impresentabile salterà fuori.