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Elezioni, che vogliono davvero: Salvini un ministero, Di Maio un mestiere…

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Elezioni: cosa vogliono Renzi, Berlusconi, Di Maio, Salvini?

ROMA – Elezioni, che vogliono davvero. Dice: ma che cavolo di domanda. Vogliono voti, seggi, governo. Vero, ovvio. Ma non è che tutti pensino davvero di poterle vincere le elezioni, anzi pare assai probabile che non le vincerà davvero nessuno. E comunque loro, proprio loro che ogni giorno e sera tv che dio manda in terra fanno gli spacconi, i fiduciosi, gli amiconi, i vendicatori del popolo, i difensori della cosa pubblica, gli arrabbiati capo, i delusi guida…loro cosa davvero personalmente vogliono?

Matteo Salvini vuole un Ministero. Quello degli Interni. Non solo perché quel Ministero fu già di Maroni (governi Berlusconi), soprattutto perché quello è il Ministero della Polizia e a Salvini l’idea piace assai. Ci si vede a fare il poliziotto capo duro e inflessibile. Che stanga il clandestino e perdona chi spara al ladro. Salvini vuole un Ministero, anche perché sa, mica è fesso, che vincesse pure le elezioni insieme a Berlusconi e Meloni, Palazzo Chigi e la guida del governo a Salvini non la si dà.

Giorgia Meloni che vuole? Un Ministero anche lei. Non quello delle Pari Opportunità che di queste robe la Meloni, come da motto di famiglia politica “se ne frega”. Magari quello della Difesa, finalmente a capo dei militari una donna con gli attributi. Ci si vede nel ruolo la Meloni. Però questi militari non sono più quelli di una volta…si son fatti ammorbidire dalla democrazia. Non sarà meglio un Ministero…sociale? Ecco, il Lavoro. Ma forse il Lavoro è una rogna. L’Economia, eccolo il sogno della Meloni.

Silvio Berlusconi che vuole davvero? Un’aureola. Un’aureola e il busto di Padre della Patria. Dopo essere disceso agli Inferi del premier rimosso per salute pubblica, Berlusconi vuole lo status di salvatore e protettore della salute pubblica. Non il Ministero della Sanità, la salute della cosa pubblica. Vuole che gli italiani decretino e riconoscano che senza di lui tutto finiva nel peggiore dei modi. Berlusconi quel che vorrebbe davvero è diventare Presidente della Repubblica. Dura da realizzare ma vincere le prossime elezioni potrebbe essere il primo gradino nella scala che dai sogni porta alla realtà.

Angelino Alfano che vuole davvero? Una laurea ad honorem in politica. Ad honorem perché nel corso di studi normale alla laurea Alfano non ci arriva. La media del tre per cento dei voti, anche se ci arriva, non fa tesi e diploma di laurea in politica. Però riuscire ad esserci in ogni coalizione di governo, riuscire a sedere e a contare almeno un po’ anche se non si sa bene rappresentando chi e cosa, questa è roba da laurea honoris causa.

Matteo Renzi che vuole davvero? Un miracolo, un miracolo che sovverta le leggi della politica. Un miracolo che gli consenta di camminare sulle acque. Al fatto di diventare lui il prossimo presidente del Consiglio non ci crede davvero neanche lui, questo sarebbe una batteria intera di miracoli. Però al miracolo singolo Matteo ci crede e questo vuole: un Pd tutto suo più vicino al 30 per cento che al 25 per cento. Un miracolo che lo faccia passare dal ruolo attuale di politico antipatico e bruciato al ruolo di politico con l’unica pecca di avere ragione ed essere nel giusto sempre un momento prima che gli altri, gli elettori e la gente capiscano. Un miracolo grande, un grande miracolo.

E Bersani-D’Alema-Grasso-Camusso che vogliono davvero? Vogliono Renzi sfrattato con ignominia. Vogliono vendetta contro Renzi che si è impadronito della loro casa-ditta-partito. Vogliono la scomunica di Renzi da parte dell’elettorato di sinistra. Al supremo obiettivo di vendicarsi di Renzi e su Renzi son disposti a tutto posporre e sacrificare. Vendetta su Renzi, non vogliono altro. Magari qualche decina di seggi in Parlamento, giusto per perfezionare la vendetta.

Luigi Di Maio che vuole davvero? Un mestiere, una carriera. Qualcosa di preciso, concreto e magari importante, molto importante, da finalmente fare nella vita. Che recitare la parte del candidato premier-cittadino comune va bene, ma insomma alla lunga la recita stanca e non soddisfa l’attore imbalsamato in una parte con pochissime battute nel copione. Luigi Di Maio vuole davvero qualcosa da fare, qualcosa da essere.

Beppe Grillo, lui che vuole davvero? Una grande, grandissima rivincita. Lui, il comico, anzi il fustigatore di costumi, lui considerato un piacevole diletto da chi ha studiato, comanda e dirige, lui che diventa non chi comanda e dirige, che a Grillo il potere poco interessa. Lui che diventa quello che ha mandato a caso quelli che hanno studiato, quelli che gli hanno detto per una vita: bravo Grillo, con te si ride. Ma per le cose serie, sulle cose serie che c’entri Grillo? Ecco Grillo vuole la grandissima rivincita, vuole ci si inchini davanti alla sua avventura umana riconoscendo in lui il Bardo della politica.

 

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