Elicotteri fantasma, yacht “barboni”, cibo spazzatura: l’agosto della “Malasocietà”

Pubblicato il 12 Agosto 2010 16:11 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2010 21:10

Il "Force Blue", lo yacht sequestrato a Franco Briatore

Luca Cordero di Montezemolo ha messo in rete il suo giudizio sulla politica italiana, giudizio drastico ma in fondo facile, giudizio obbligato, quasi scontato: “Non è roba da paese civile”. Però anche il “paese civile”, quando si tratta di “roba”, cioè soldi, affari ed arraffi vari, non scherza nell’esibire tutto il campionario possibile, immaginabile e anche più di impicci, imbrogli, trucchi e mano morta. Basta grattare la superficie delle notizie di cronaca di una giornata d’agosto e subito emerge una “mala società”.

Cade un elicottero dalle parti di Messina. Muoiono in quattro. E’ un incidente, ma non solo. Gratta appena la tragedia e scopri che quel volo non ci doveva essere, quell’elicottero non doveva essere lì a raccogliere e trasportare passeggeri. Dice Giuseppe Sciotto, sindaco di Pace del Mela, il Comune dal cui territorio l’elicottero si è alzato in volo per poi precipitare dopo due minuti, dopo aver urtato un capannone industriale: “Non abbiamo mai autorizzato alcuna pista per elicotteri nell’area industriale Giammoro”. Solo una precisazione burocratica, solo una licenza che mancava? No, il sindaco dice molto di più: “In quella zona ci sono poteri forti che la controllano, la politica non c’è mai entrata”. Dice dunque quel sindaco che in quel pezzo di territorio ci sono “poteri forti” che fanno il comodo loro. Inventano se vogliono un servizio elicotteri, una pista. Azzardo privato? Prepotenza privata? No, si pagava 200 euro a persona per salire sull’elicottero fuori legge. Duecento regolarissi euro come racconta uno che l’aveva prenotato e l’ha scampata. Il sindaco non sapeva o non voleva sapere e così ogni altra autorità, polizia compresa. Più probabilmente non “potevano” sapere, c’erano infatti da quelle parti “poteri forti”. Va bene, ma è Sicilia, vorremo mica “generalizzare”?

La Guardia di Finanza sale metaforicamente a bordo di “Jamaica” e “Cipollina”. Poca fantasia nel battezzare i rispettivi yacht da parte di Massimo Boldi e Vasco Rossi, del perchè li abbiano chiamati così ognuno intuisce al volo il significato e l’assonanza. E poca fantasia nell’intestare i natanti a società finanziare che pagano poco o nulla di tasse. Poca fantasia perchè così fan tutti: risulta che il 64 per cento degli yacht in Italia siano intestati a nullatenenti, prestanome ottantenni o società di comodo. Va bene, così fanno i ricchi, mica solo Briatore. Peccatucci e abitudini di artisti, vorremo mica “generalizzare”?

Il Tribunale dichiara lo stato di insolvenza della società dei traghetti Tirrenia. I sindacati proclamano lo sciopero e il blocco dei traghetti per due giorni a caso, il 30 e 31 agosto quando dalle vacanze si rientra anche per mare. Sciopero perchè, contro chi? Sciopero contro il fatto che nessuno ha voluto comprare la Tirrenia piena di debiti da decenni. Da decenni gestita d’intesa tra sindacati e vertice aziendale concordi e uniti nel farsi pagare le perdite dal contribuente? Sciopero per la sacrosanta difesa del posto di lavoro o sciopero come pressione di lobby perchè il lavoro resti quello che è: in perdita, inefficiente e garantito a prescindere da tutto? Va bene, sono sindacati e pubblici carrozzoni, vorremo mica “generalizzare”?

A Piombino trovano nel frigorifero il latte blu. Dalle parti di Belluno addentano un pollo fluorescente, a Lodi impattano in una mozzarella rossastra, non proprio rossa come la ricotta spuntata in tavola in Sardegna. Va bene, sono produttori impegnati a tener bassi i costi, commercianti distratti e poi fa caldo e tenere gli alimenti freschi e genuini è una fatica. Vorremo mica “generalizzare”?

Qualche giorno fa autorità Vaticane e organi di stampa cattolici hanno spiegato che in questo paese non c’è classe dirigente e si è smarrito nell’azione politica il senso dell’interesse generale, la stessa idea di comunità. Vero, non fa una piega, non ci piove. Però ogni giorno piovono notizie che raccontano senza se e senza ma della “malasocietà”.