G8/ Pochi fotoreporter ammessi al summit, scoppia la protesta nell’area stampa di Coppito. Le piccole testate denunciano: “Difficilissimo ottenere gli accrediti”

Pubblicato il 8 Luglio 2009 16:23 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2009 16:23

Le proteste all’Aquila non arrivano solo dagli attivisti e dai No Global. Oggi, nella sala stampa della caserma di Coppito, dove si tiene il G8, è scoppiata una piccola rivolta di giornalisti e fotoreporter. Il motivo? Una carenza di accrediti per seguire l’evento.

A far traboccare il vaso è stato il fatto che per riprendere la foto di rito dei grandi della Terra, la cosiddetta “Photo Family”, sono stati ammessi solo 50 fotoreporter. Per protesta i giornalisti e i fotoreporter stipati nella caserma di Coppito, hanno “invaso” il piccolo G8 Press Secretariat all’interno della caserma, chiedendo spiegazioni, per evitare di “bucare” anche gli eventi successivi e le visite dei grandi nell’aquilano.

«Da stamattina cerchiamo di accreditarci per i vari eventi – spiega una giornalista di un piccolo settimanale – e non ci si riesce, e come noi molti altri».

Poche decine gli accessi consentiti per le conferenze stampa, e ancora meno per le visite dei grandi nelle tendopoli e al centro dell’Aquila: la prima, quella di Berlusconi e Merkel a Onna, come tutte le altre è stata coperta dai media in regime di ‘pool’, cioe’ un solo esponente per categoria (agenzie, giornali, tv ecc.) che prima di dare le eventuali notizie deve mettere al corrente tutti gli altri. Ma molti, specie delle testate minori, sono rimasti fuori anche da questo meccanismo.