Genova. Pd: Fascisti con Raffaella Paita, Cofferati denuncia, Renzi pende per lui

di Sergio Carli
Pubblicato il 10 Gennaio 2015 16:52 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2015 22:49
Genova. Pd: Fascisti con Raffaella Paita, Cofferati denuncia, Renzi pende per lui

Raffaella Paita e Sergio Cofferati. Dietro i sorrisi, nessuna esclusione di colpi

GENOVA – Le Primarie per il candidato del Pd alle elezioni regionali si svolgeranno domenica 11 gennaio 2015. Il Pd in Liguria vedrà consumarsi un sanguinoso scontro fra uno degli uomini più capaci della sinistra in Italia, Sergio Cofferati,  e un sistema di potere che rappresenta la versione più attuale e più deteriore del compromesso storico, impersonato dalla attuale assessore all’Ambiente Raffaella Paita, sulla quale si proietta l’ombra del suo patrono Claudio Burlando, presidente in uscita sull’onda delle alluvioni. Il momento per Genova e per la Liguria è grave. Secondo Ferruccio Sansa del Fatto,con le  Primarie di domenica 11 gennaio 2015 “si gioca il futuro della Liguria”.

Lo scontro è tutto locale, ma i riflessi nazionali ci sono. I due ministri liguri si sono schierati: a favore della Paita quello della Difesa, Roberta Pinotti, a favore di Cofferati quello della Giustizia, Andrea Orlando. E Matteo Renzi che ne dice, si chiedono in tanti. Renzi, secondo Jacopo Jacoboni della Stampa,  “non ci ha messo granché la faccia” ma, secondo Daniela Preziosi del Manifesto, 

“al Naza­reno in molti sono pronti a giu­rare che una vit­to­ria di Cof­fe­rati, per­sino il ’nemico interno’ Cof­fe­rati, a Renzi non dispia­ce­rebbe affatto”.

La coppia Paita-Burlando non sembra essere andata tanto per il sottile e ha ingaggiato, a sostegno di Raffaella Paita, ex An, ex fascisti.

“Stanno con Paita anche tanti ex fascisti”, ha detto Sergio Cofferati a Jacopo Iacoboni: “Gente come Orsi, che anni fa abbandonò il palco di Scalfaro un 25 aprile. O come Arrigo Petacco: c’è un manifesto di intellettuali per la Paita e sapete il più noto chi è? Lo storico revisionista su Mussolini. […] L’alleanza c’è eccome; e c’è uno stravolgimento delle primarie, che non sono più uno strumento per gli elettori di centrosinistra, ma per i pacchetti di voti del centrodestra per scegliere il candidato meno sgradito. L’Ncd ha detto apertamente che porterà gente al voto per Paita”.

Parlano i vecchi Partigiani. Il vice presidente dell’Anpi di Genova, riferisce Ava Zunino su Repubblica,  e altri otto scrivono parole di fuoco contro “gli eredi diretti e indiretti dei fascisti di Salò e dei missini di Almirante”.

Sarà interessante vedere l’effetto sull’elettorato di sinistra di queste infiltrazioni di destra. Genova, medaglia d’oro della Resistenza, nel 1960 fece cadere il Governo Tambroni che aveva un “appoggio esterno” dal Msi di Giorgio Almirante. La città prese fuoco perché tra i presenti c’era l’ex prefetto Basile, il prefetto della Repubblica di Salò. I portuali, i camalli, con il loro ganci per agguantare le balle dalle gru, tennero a bada per due giorni alle cariche della Celere. Se tutto questo sarà scivolato sull’unto dei contributi alle bocciofile elargiti a piene mani da Burlando vorrà proprio dire che l’Italia è diventata un’altra cosa. Un po’ peggio per i genovesi, ma quello si saranno meritati. Quel che è peggio è che oggi non si parla più solo di ex fascisti, ma di voto di scambio e famiglie calabresi.

Ferruccio Sansa ha lanciato più volte l’allarme dalle pagine del Fatto:

“Le primarie rischiano di non essere decise dagli elettori di centrosinistra, ma da scajoliani ed ex An scesi in campo per sostenere Paita (candidata sponsorizzata da Claudio Burlando): alcuni indagati per voto di scambio o con frequentazioni tra famiglie calabresi al centro di inchieste”. Il cinismo di Burlando fa gelare: “Ben vengano nuovi elettori. Ci siamo sempre lamentati quando scappavano gli elettori e ora ci lamentiamo perché ne vengono di nuovi?”.

Da sinistra c’è una speranza, che molti elettori di Beppe Grillo si schierino dalla parte di Cofferati. Riporta Sansa questa frase di un seguace del M5s: “[Si rischia di] perdere un’occasione storica per salvare la nostra terra. Non solo: faremmo da tappo all’opposizione e alla fine saremmo i garanti della vittoria di burlandiani e scajoliani. La responsabilità sarà nostra”. 

Le Primarie della Liguria sono diventate di prepotenza un tema nazionale. Ava Zunino su Repubblica riferisce gli interventi della

“minoranza dem guidata da Gianni Cuperlo, Pierluigi Bersani e Sefano Fassina che alza il tiro e scatena le polemiche contro la candidata renziana Raffaella Paita, per i voti annunciati dal centrodestra”.

Ava Zunino riporta anche le parole di Cofferati, ultimo appello agli elettori in un teatro del centro di Genova:

“Il rischio è un inquinamento del voto. Deve intervenire la segreteria nazionale per evitare di compromettere la legittimità del voto: il rischio di inquinamento delle primarie della Liguria ha rilievo nazionale”.

Il vice­se­gre­ta­rio nazionale del Pd Lorenzo Gue­rini, riferisce Daniela Preziosi sul Manifesto,

“non ha preso posi­zione. E anzi ha discre­ta­mente invi­tato il par­tito ligure a risol­versi i suoi guai da solo. Del resto si capi­sce: da sem­pre Renzi teo­rizza la ricerca dei voti della destra, non solo nelle pri­ma­rie. E l’Ndc è un alleato fedele, ridotto al lumi­cino e pros­simo all’esclusione dal con­si­glio regio­nale; che quindi potrebbe essere recu­pe­rato nel listino e nella futura giunta regio­nale. Tutto il con­tra­rio di quello che pensa Sergio Cof­ferati, che esclude la coa­li­zione con gli alfa­niani e non fa mistero di voler — da Genova — dare un segnale nazio­nale in dire­zione del cen­tro­si­ni­stra; ed infatti è soste­nuto da Ven­dola e Pippo Civati anche per que­sta ragione.

“Sulla que­stione già incan­de­scente però arriva la clas­sica goc­cia che fa tra­boc­care il vaso. Sbarca in città la mini­stra Pinotti (per la cro­naca e per la memo­ria: terza clas­si­fi­cata alle pri­ma­rie geno­vesi del 2012), ren­ziana di rito fran­ce­schi­niano, a dare il suo sup­porto a Paita. A chi le chiede delle alleanze risponde con il sil­lo­gi­smo strin­gente delle lar­ghe intese romane: «L’Ncd è nostro alleato di governo, Sel è all’opposizione». Con ciò rove­sciando l’arco costi­tu­zio­nale delle pri­ma­rie di cen­tro­si­ni­stra. Un cla­mo­roso auto­gol.

È a que­sto punto che ieri in serata, men­tre i can­di­dati sono impe­gnati nei comizi di chiu­sura, arriva la posi­zione del giurì delle pri­ma­rie: gazebo vie­tato (almeno) ai diri­genti e tes­se­rati dei par­titi di destra. Con ciò scon­fes­sando nei fatti le pra­ti­che disin­volte dell’assessora.

“E pure scon­fes­sando le parole della mini­stra Pinotti. Che per di più sem­bra­vano aver por­tato da Roma anche il «tim­bro» ren­ziano sulla can­di­data bur­lan­diana. Niente di più falso. In Ligu­ria molti dei ren­ziani della prima ora, capeg­giati dal sin­daco di Savona Fede­rico Ber­ruti, si sono schie­rati con Cof­fe­rati. Anche il fran­ce­schi­niano Davide Sas­soli, Area­dem, sta con lui. E da ultimo è arri­vato l’endorsement ’di peso’ del mini­stro Andrea Orlando, lea­der dell’area ’ turca’. Che ha invi­tato a «evi­tare stru­men­ta­liz­za­zioni nazio­nali», come dire: la sini­stra interna ed esterna eviti di pun­tare su Cof­fe­rati per una rivin­cita, ma nes­suno pre­tenda di espor­tare il modello delle lar­ghe intese in regione.

“Sba­glia anche chi si illude che Renzi tifi Paita. La rot­tura fra il pre­mier e il gover­na­tore in carica risale alle pole­mi­che del dopo-alluvione. Alle pri­ma­rie liguri Renzi non si è schie­rato. Fra Cof­fe­rati e Paita la par­tita è aperta e incerta. Ma al Naza­reno in molti sono pronti a giu­rare che una vit­to­ria di Cof­fe­rati, per­sino il ’nemico interno’ Cof­fe­rati, al pre­mier non dispia­ce­rebbe affatto”.

La situazione alla vigilia del voto, come la racconta Ava Zunino, è questa:

“Il centrodestra di Ncd e gli ex Pdl e Fi lanciano appelli a favore di Paita, quarantenne, prima donna del Pd a tentare di diventare presidente della Regione. Cofferati incassa il fuoco di fila di big nazionali, tutti esponenti della minoranza, che lo sostengono e invocano le barricate contro quella che viene definita “un’invasione di campo”. Parla anche il presidente di Sel Nicky Vendola, che sceglie twitter per dire: «Inaccettabile l’inquinamento delle primarie liguri con i voti della destra». E Bersani su Facebook: «Quando ho lasciato la segreteria del Partito democratico ho detto che dovevamo stabilire se il Pd voleva essere un soggetto politico autonomo o uno spazio politico aperto alle incursioni di chiunque». Ma non è tardi, dice Bersani: «C’è da augurarsi che, salvaguardando l’apertura e la partecipazione, ci siano ancora il tempo e la forza per reagire». Cuperlo scrive che: «La pesante intromissione del centrodestra nelle Primarie liguri non solo non rispetta i confini della coalizione del centrosinistra definiti dal Pd regionale e accettati dai candidati, ma snatura e mina la legittimità delle Primarie: si impedisce agli elettori e ai simpatizzanti del centrosinistra di scegliere il proprio candidato presidente sulla base di valori condivisi e comuni». La guerra si gioca in Liguria ma guarda a Roma”.

Tra Roma e Genova hanno fatto un bel casino:

“L’ala che sostiene Cofferati, da Sel (che si è schierata ma non ha aderito alle primarie di coalizione) al segretario regionale Giovanni Lunardon, le ha provate tutte per lasciar fuori Ncd ed ex del centrodestra. Ha anche chiesto al comitato dei garanti delle primarie di indicare chi non ha diritto di voto. Il comitato si è espresso, ma poi ha dovuto rimangiarsi metà del verdetto. Ha escluso i dirigenti ed esponenti dei partiti che non fanno parte della coalizione. Aveva anche disposto di rendere pubblico l’elenco dei nomi di coloro che domani andranno a votare. Apriti cielo. Ennesima rissa. Telefonata alla segreteria nazionale: non potete, non è una questione politica ma legale. Quei nomi per la privacy non possono essere pubblicati”.