Elezioni, Napolitano smonta la tesi Pdl: “Altro che fretta, votare subito è utile”

Pubblicato il 19 Dicembre 2012 12:40 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2012 12:48
Napolitano smonta la tesi Pdl: "Altro che fretta, votare subito è utile"

Giorgio Napolitano (Foto LaPresse)

ROMA – Napolitano smonta la tesi Pdl: “Altro che fretta, votare subito è utile”. Quindi: niente rimandi della data del voto, niente dilatazione dei tempi tecnici (come sta facendo il Pdl, vedi la legge di stabilità che viene rinviata di giorno in giorno) si vota a febbraio. Punto e basta.

Napolitano smonta il Pdl che non solo sta giocando il gioco della dilatazione e del rimando perpetuo, ma attacca il Pd accusando di avere “fretta” e di metterla al Quirinale.  Napolitano manda un comunicato chiaro in risposta a Silvio Berlusconi e al suo Pdl: “Andare al voto il prima possibile – dice – è nell’interesse del Paese”, ma nessuna “forzatura e frettolosità” c’è stata da parte del Quirinale.

Il Quirinale ha dichiarato in una nota: “Le ipotesi di data per lo scioglimento delle Camere all’esame del Presidente della Repubblica, che ne ha la prerogativa esclusiva sentiti i Presidenti delle due Assemblee, non sono dettate da alcuna forzatura o frettolosità. Come è noto, il Presidente Napolitano ha ripetutamente auspicato che le elezioni si svolgessero alla scadenza naturale entro la prima metà di aprile; altrettanto noti sono i fatti politici che hanno vanificato questa possibilità”.

La nota poi prosegue: “Già prima di quei fatti nuovi la Conferenza dei Capigruppo del Senato aveva calendarizzato la discussione in Aula della legge di stabilità per il 18 dicembre. Avendo il Presidente del Consiglio preannunciato la formalizzazione delle sue irrevocabili dimissioni all’indomani dell’approvazione di questa legge, è interesse del paese evitare un prolungamento di siffatta condizione di incertezza istituzionale”.

“In quanto alla conseguente indizione delle elezioni politiche, corrisponde alla prassi costante – ricorda ancora il Colle – la fissazione della data in un momento intermedio tra il minimo di 45 giorni previsto dalla legge e il massimo di 70 fissato in Costituzione. E’ egualmente interesse del paese che ci si attenga a tale prassi e non si prolunghi eccessivamente la campagna elettorale affinché possa ristabilirsi al più presto la piena funzionalità delle Assemblee parlamentari e del Governo in una fase sempre critica e densa di incognite per l’Italia”, conclude.