Conte II incassa fiducia alla Camera: 343 sì, 263 no. Cori da stadio e urla in Aula durante la replica

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Settembre 2019 21:41 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2019 9:14
Conte II ottiene fiducia alla Camera: 343 sì, 263 no. Cori da stadio e urla in Aula durante le repliche

I deputati Fdi protestano contro il premier Giuseppe Conte durante il suo discorso programmatico alla Camera

ROMA – Il governo Conte II incassa la fiducia della Camera. I voti a favore sono stati 343, i contrari 263, gli astenuti 3. Hanno votato sì alla fiducia M5s, Pd e Leu, oltre ad alcune componenti del gruppo Misto, tra cui +Europa. Contrari Lega, FdI e Forza Italia, insieme alle restanti componenti del gruppo Misto. Le Minoranze linguistiche si sono astenute. Il premier Giuseppe Conte ha atteso l’esito del voto in Aula, seduto ai banchi del governo. 

Sono 2 i deputati del Pd che non hanno partecipato al voto di fiducia, ma non risultano in missione e, quindi, assenti per così dire “non giustificati”. Si tratta di Pizzetti e Portas. Tre invece i deputati M5s che non hanno partecipato al voto: Maniero, De Toma e Scagliusi. Dai tabulati risultano invece in missione 4 deputati M5s. Dunque, alla neonata maggioranza giallorossa mancavano 5 voti (9 in tutto se si considerano anche i 4 pentastellati in missione che, però, va ricordato, sono assenze giustificate).

E’ stata una giornata molto intensa a Montecitorio, a cominciare dal discorso programmatico di Conte, per ben 50 volte interrotto dalle proteste di Lega e FdI. Cori da stadio al grido di “venduto”, “inciucio”, “partito di Bibbiano” (l’accusa era rivolta al Pd), “buffoni”. E ancora: “Ursula- Ursula”, quando il presidente del Consiglio parlava di “patria prima di tutto” e diceva “no alle pressioni di poteri economici”. Il tutto cadenzato dagli slogan, ripetuti ad oltranza “elezioni, elezioni” e “poltrone-poltrone”.

Il presidente Roberto Fico ha faticato non poco per ripristinare la calma. Ha richiamato all’ordine i deputati, stigmatizzato toni e contenuti degli interventi di protesta, ma la bagarre ha avuto spesso la meglio. Stessa scena che si è ripetuta durante il lungo dibattito: la capigruppo ha concesso quattro ore e mezza, che hanno impegnato l’Aula per l’intero pomeriggio.

Ma l’apice delle proteste si è raggiunto solo nel tardo pomeriggio, quando Conte è intervenuto per le repliche. Il premier ci è andato giù pesante con la Lega (e con FdI): “Molti interventi sono stati incentrati sul passato. Voglio fare una premessa: ho notato forti reazioni emotive. Ho sentito parole tipo tradimento, oltraggio agli italiani, addirittura sequestro del voto. Mi chiedo se la nostra Costituzione esiste ancora o è stata stracciata”. E ancora: “Noi traditori? Voi avete dimostrato di essere coerenti solo con le vostre convenienze elettorali”. “Perché ministri che hanno presentato una mozione di sfiducia non si dimettono? Cosa posso pensare? Che volevate andare alle elezioni per avere più poltrone?”.

Tutte parole che fanno insorgere i leghisti. Di nuovo caos. Ancora cori e urla: “Mai con il Pd”. E di nuovo: “Elezioni, elezioni” e “venduti”. Come già successo la mattina, anche nelle repliche Conte fatica a proseguire il discorso. Ma cambiano i toni e anche la durezza delle parole. Se, infatti, nell’intervento programmatico il premier marca le distanze con il precedente governo, parlando di “mitezza”, “equilibrio”, “unità e coesione”, per le repliche il registro cambia. Dura la controreplica leghista: “Ci ha detto balle per 14 mesi. sapeva di essere il premier di un governo sovranista. Lei ha fatto solo l’avvocato di se stesso”, attacca il capogruppo Molinari. Domani al Senato si attende un nuovo round sul ring: è infatti previsto l’intervento del senatore Salvini. Gli interventi nel dibattito alla Camera erano “incentrati sul passato piuttosto che sui contenuti programmatici che ho illustrato”; “molti deputati della Lega e di FI celano, senza offesa, forti reazione emotive, veementi proclami”, ha continuato il premier, che ha poi difeso il Movimento Cinquestelle: “Il M5S ha subito una scelta di tradimento”, ha detto, definendo “assurdo” il fatto che sia accusato della caduta del governo. “Mentre il Movimento 5 Stelle è stato coerente al proprio programma, voi dimostrate di essere coerenti solo con le vostre convenienze elettorali – ha continuato -. I ministri hanno giurato di tutelare gli interessi della nazione e non di partito”.

Il governo, ha continuato, “si presenta a voi non come è stato detto nottetempo, ma in modo libero, trasparenza e lineare. Il M5s, il Pd e Leu hanno lavorato a un programma, a una convergenza e hanno elaborato un progetto da offrire al Paese per tutelare il bene del Paese. Io ho usato non a caso due concetti: coraggio e responsabilità”.

“Le forze politiche che sostengono il governo hanno dismesso i pregiudizi, cioè di guardare al passato, consapevoli che siedono qui non nell’interesse proprio ma degli italiani”, ha detto Conte.

Fonte: Ansa, Agi