FareFuturo sull’ipotesi elezioni: “Berlusconi dovrebbe temerle”

Pubblicato il 16 agosto 2010 14:42 | Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2010 16:02

Silvio Berlusconi

”Il quadro del Pdl in previsione di possibili elezioni anticipate non sembra essere dei migliori. Tra leghismo imperante, finiani in ascesa e deriva populista, quello che doveva essere il più grande partito liberale di massa d’Europa rischia di trasformarsi in un ridotto di estrema destra, ad uso e consumo degli istinti più bassi e rozzi della gente e della politica”: Ffwebmagazine (www.ffwebmagazine.it), periodico online della Fondazione Farefuturo, prevede, per un Pdl ”berlusconizzato” una deriva estremista, e percentuali più basse del previsto.

”Silvio Berlusconi – scrive infatti Domenico Naso – dovrebbe aver paura delle elezioni. Sì, avete letto bene. E non è una provocazione. Un eventuale ritorno avventato alle urne rischierebbe di ‘forzitalizzare’ il Pdl, questo è chiaro. E lo farebbe tornare al massimo alle percentuali che la creatura di Berlusconi otteneva prima della nascita del partito unico. Nel 2006, ad esempio, Forza Italia ottenne il 23,7 per cento, poco più di nove milioni di voti. Se si andasse a votare oggi, con un Fini smarcato e una Lega fortissima, quella cifra potrebbe tornare, rendendo il Pdl un partito come gli altri e soffocando ogni vocazione maggioritaria. Dopo cinque tornate elettorali, il centrodestra si presenterebbe per la prima volta diviso, e con una Lega mai così forte, che rischia seriamente di superare il Pdl al Nord”.

Il Pdl ”potrebbe persino scendere sotto il 20%, scivolando ai livelli di consenso del Pd”. Secondo Ffwebmagazine si tratterebbe, per il Pdl, di ”un ulteriore passo in avanti verso una deriva populista ed estremista di una destra anomala che non riconosce più se stessa. Negli ultimi due anni, già più volte alcune frange del Popolo della libertà hanno mostrato una pericolosa inclinazione xenofoba e populista, rincorrendo la Lega sui temi dell’immigrazione e della sicurezza e a volte persino superandola, o adottando (pensiamo al caso Englaro) accenti ben poco liberali. E così il berlusconismo, da fenomeno liberale che doveva essere, rischierebbe di trasformarsi, né più né meno, in un movimento estremista. Un partito di destra estrema che può raccogliere anche un bel numero di voti, ma senza alcuna possibilità di governare (e rappresentare) il Paese”.

”Non è un caso – conclude Naso – se solo due giorni fa Paolo Guzzanti, in un’intervista al Fatto, ricordava come lo stesso Fini temeva la deriva estremista del premier, provata anche dal fatto che gli aennini più nostalgici fossero totalmente conquistati da Berlusconi, considerato un nuovo Duce”.