Governo, consultati i cittadini. Al sondaggio rispondono boh

di Riccardo Galli
Pubblicato il 29 aprile 2018 9:45 | Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2018 13:28
Governo, consultati i cittadini. Al sondaggio rispondono boh

Governo, consultati i cittadini. Al sondaggio rispondono boh

ROMA – E se alla fine si tornasse davvero al voto? L’ipotesi considerata più remota, quella più sconsigliata in virtù di mille ragioni potrebbe alla fine realizzarsi. Almeno a sentire il popolo sovrano che per primo, in fatto di alleanze, ha più dubbi che certezze. E’ quello che emerge dall’ultimo sondaggio in materia, dove qualsiasi alleanza di governo avrebbe meno sostenitori che elettori.

Mentre il governo Gentiloni ha festeggiato i 500 giorni, sono passati dalle elezioni di marzo quasi 3 mesi e nessuna soluzione si vede all’orizzonte per la composizione di una maggioranza parlamentare. E’ tornata in quota, negli ultimi giorni, l’idea di un esecutivo con 5Stelle e Pd. Ipotesi che rimane fragile numericamente prima ancora che politicamente. Specie al Senato. Mentre rimane nell’alveo delle cose possibili la maggioranza tra grillini e Lega, anche se l’abbraccio post regionali friulane sembra indicare come solida l’alleanza tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Nei palazzi istituzionali, nelle segreterie di partito e alla Casaleggio&associati si lavora, si conta e si elaborano strategie che, almeno sinora, si sono scontrate su una serie di muri di gomma.

Come quelli posti da Luigi Di Maio, sul suo no a Berlusconi se non come appoggio esterno, sul suo voler ad ogni costo avere la campanella di primo ministro su cui si è scontrata l’alleanza M5S-Lega. Un alleanza che avrebbe potuto contare sul 32% dei voti raccolti dai grillini e il 17% dai leghisti che, sommati ai decimali qui arrotondati per difetto, sarebbero valsi esattamente il 40% degli elettori.

Eppure solo il 32% degli stessi elettori, consultati ora, vorrebbe una maggioranza così composta: -8% rispetto a quanti li hanno votati. E peggio va alla possibile maggioranza M5S-centrodestra. Qui la somma dei voti arriverebbe a circa il 60% (32% dei grillini e 37% della coalizione di cdx) mentre il gradimento, oggi, di una simile alleanza non arriva al 20% e si ferma invece al 17% pari addirittura ad un -43%.

I dati sono quelli raccolti e riportati sul Corriere della Sera da Nando Pagnoncelli e non sono dissimili quando in gioco entra il Pd. Governi fatti da democratici e 5Stelle o democratici e centrodestra sarebbero infatti graditi rispettivamente dal 13 e dal 4% degli intervistati. Eppure i voti del 4 marzo del Pd sommati a quelli dei 5Stelle valgono il 50% e sommati a quelli di Salvini e alleati oltre il 55% e ‘perdite’ quindi anche qui in doppia cifra.

“Non so” o “non esprime preferenza” è l’opzione più indicata da chi è stato sentito da Pagnoncelli: 34%. Due punti sopra rispetto a chi vorrebbe un governo 5Stelle-Lega e pari a più di un intervistato su 3. L’incertezza politica ed istituzionale, i giri di consultazioni, i mandati esplorativi, le aperture e le retromarce rispecchiano allora quello che realmente pensano e sentono gli elettori. Sempre ovviamente prendendo per buoni i numeri dei sondaggi anche se, in questo caso, l’incertezza è palpabile persino oltre i numeri.

Gli elettori, chi ha votato uno dei tre attori citati (5Stelle, Cdx e Pd) non vuole per lo più un’alleanza con chicchessia. Non la vuole chi vota Pd perché si è stufato di essere responsabile e perché le distanze con i 5Stelle e la Lega sono siderali. Non la vuole chi vota centrodestra perché si sente maggioranza e non la vuole chi ha votato 5Stelle perché sono anni che i 5Stelle dicono che no, le alleanze no perché rappresentano la summa dell’orrore politico.

La somma, il combinato disposto di tutto questo è lo stallo istituzionale e la sostanziale incertezza degli italiani su quale governo vorrebbero, limitati ad essere tutti perfettamente consci solo di quello che non vogliono. E se si tornasse alle urne, con la stessa legge elettorale, non è affatto escluso che il risultato che ne uscirebbe sarebbe diverso.