Ineleggibilità Berlusconi. Stefano tentenna: “Non sparirà se premo un bottone”

Pubblicato il 8 Giugno 2013 11:28 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2013 11:29
Ineleggibilità Silvio Berlusconi. Stefàno: “Non sparirà se premo un bottone…”

Ineleggibilità Silvio Berlusconi. Stefàno: “Non sparirà se premo un bottone…” (Foto LaPresse)

ROMA – “Ineleggibilità di Silvio Berlusconi? Non è che schiaccio un bottone e puff…lui sparisce”. Dario Stefàno, neo presidente della Giunta per le autorizzazioni del Senato ed esponente di Sel, parla del caso dell’ineleggibilità di Berlusconi, leader del Pdl, in un’intervista a Liana Milella su Repubblica. Secondo Dino Martirano si va “avanti, con adagio” sull’istruttoria che potrebbe significare per il leader del Pdl l’uscita di scena definitiva dalla vita politica.

La Milella da subito incalza Stefàno, chiedendogli se ha realizzato che il futuro del governo di Enrico Letta e della legislatura dipende dalle sue decisioni. Domanda su cui il neo-presidente della Giunta frena:

“Andiamoci piano: non è che io schiaccio un bottone e puff! il nemico scompare, come fossimo alla Playstation… È una idea cresciuta nel terreno di coltura di una violenza verbale che ormai ammorba il dibattito pubblico e di cui non se ne può più. Io sarò rigoroso e scrupolosissimo. Sento la responsabilità di lavorare per garantire, ai 23 componenti della giunta, le migliori condizioni per prendere le decisioni. Che non possono essere condizionate dalle emozioni o da ragioni meramente politiche. La giunta è un organismo paragiudiziario che si esprime su questioni delicate che spesso investono le libertà individuali”.

Martirano intanto spiega la situazione sul Corriere della Sera:

“L’esposto cui si ancorerebbe l’istruttoria è quello scritto da esponenti molisani dell’Idv (la Regione in cui il Cavaliere ha optato per il suo seggio senatoriale) e poi idealmente sostenuto dalle 250 mila firme raccolte da Micromega di Paolo Flores D’Arcais. La denuncia è stata inviata a Roma lo scorso 18 marzo e da quel giorno è rimasta in freezer perché il destinatario, la giunta, non si era ancora insediata. Ma anche ora che l’organismo di garanzia ha il suo vertice i tempi sono tutt’altro che certi”.

Addirittura Felice Casson, del Pd, parla di 8 o 9 mesi per approfondire l’argomento. Se la campagna del centrosinistra alle precedenti elezioni politiche era come avversari di Berlusconi, ora che c’è un governo a larghe intese con il Pdl anche il Pd diventa “cauto” sull’ineleggibilità del Cavaliere. E Stefàno dice alla Milella:

“Credo che Casson abbia voluto sottolineare la necessità di doverci confrontare con una questione seria. In questo senso sono io che chiedo: si può ricondurre il tutto alla domanda se ci vorranno ore piuttosto che settimane? No, non dev’essere la fretta della contesa politica o la vivacità del web a condizionarci”

La domanda che tutti a questo punto si fanno è se le larghe intese potranno condizionare la decisione della Giunta:

“Sarebbe un grave errore sovrapporre la vita del governo a una questione che deve rimanere di merito”.

Inquieto invece il Movimento 5 stelle, con il senatore Mario Giarrusso che, riporta il Corriere della Sera, commenta così l’elezione di Stefàno:

“Ma quale opposizione, io non lo riconosco come mio presidente perché la sua elezione è il frutto di un accordo ben orchestrato da Pd e Pdl per avere alla presidenza una persona gradita. Noi del M5S non vogliamo partecipare a questa squallida melina sull’ineleggibilità di Berlusconi. Anzi, lunedì chiederò ai miei colleghi di autosospendersi dalla giunta finché non verrà messa all’ordine del giorno la questione ineleggibilità”.

La risposta di Stefàno ai cittadini e parlamentari 5 stelle arriva dalle pagine di Repubblica:

“Il mio augurio è che i colleghi dell’M5S vogliano “sporcarsi le mani”, come diceva Don Milani. Sarà il banco di prova per dimostrare di aver trasformato la protesta in proposta politica”.

Ma quando la Milella chiede se l’ineleggibitlò di Berlusconi sarà il primo punto all’ordine del giorno, Stefàno (non) risponde:

“Come primo atto ho chiesto ai gruppi di indicarmi il capogruppo per convocare prima possibile l’Ufficio di presidenza. Lì entreremo subito nel vivo delle questioni e definiremo il calendario dei lavori”.