Legittima difesa: primo ok del Senato. “Sempre proporzionata contro intrusi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 ottobre 2018 0:23 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2018 1:01
Legittima difesa: primo ok del Senato. "Sempre proporzionata"

Legittima difesa: primo ok del Senato. “Sempre proporzionata”

ROMA – Approvata a larga maggioranza in Senato la riforma della legittima difesa. Il provvedimento, cavallo di battaglia della Lega, è stato votato non solo dalla maggioranza gialloverde, ma anche dai senatori di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Contrari, seppure con toni diversi, Pd e LeU.

Subito dopo il sì al primo articolo, Matteo Salvini ha esultato su Twitter: “La difesa è sempre legittima! Dalle parole ai fatti”. Il testo, che ora passa all’esame della Camera, all’articolo 1 sancisce che “chi compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere agisce sempre in stato di legittima difesa”. Quindi, l’articolo 2, esclude la punibilità di chi ha agito per la salvaguardia della propria o altrui incolumità “in condizioni di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”. Su questo articolo ha votato a favore anche il Pd: un sostanziale via libera che ha di fatto accelerato l’iter d’Aula, visto che è stata annullata una capigruppo e il voto finale, previsto per giovedì, è stato anticipato a stasera.

La decisione del Pd di non contrastare più di tanto il progetto di legge leghista dipenderebbe dal precedente della legge Ermini. Nel 2017, infatti, venne approvata dalla Camera (con 255 si, 166 no e 11 astenuti) la proposta di legge messa a punto dal renziano Davide Ermini (Pd) che parlava appunto di “turbamento” psichico se l’aggressione avveniva di notte. La Lega allora votò contro, ma oggi è un “precedente”, visto che l’articolo 2 del nuovo provvedimento parla proprio di “grave turbamento” come giustificazione della legittima difesa.

Condotta criticata da Pietro Grasso (LeU): “Nella scorsa Legislatura il Pd rincorse la destra sia bloccando lo Ius Soli sia approvando alla Camera una modifica della legge sulla legittima difesa che prevedeva il “turbamento notturno”. La strategia non ha portato grandi risultati, ma ha creato precedenti difficili da superare”. Al di là dell’articolo 2, il Pd, boccia comunque il provvedimento. “Il far west arriva in Italia – è il commento del capogruppo Andrea Marcucci – grazie ad una legge sbagliata, che aumenta i pericoli per i cittadini”.

Ecco le principali novità:

PROPORZIONALITA’: Nei casi di legittima difesa domiciliare si considera “sempre” sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. Inoltre si considera “sempre in stato di legittima difesa” chi, all’interno del domicilio (o nel negozio o nello studio professionale), respinge l’intrusione da parte di una o più persone “posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica”.

GRAVE TURBAMENTO: Il testo, affrontando i casi di eccesso colposo di legittima difesa, esclude la punibilità di chi ha agito per la salvaguardia della propria o altrui incolumità “in condizioni di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”.

NIENTE AZIONE CIVILE RISARCITORIA: Si interviene anche sul Codice Civile escludendo la possibilità che chi è uscito assolto in sede penale dal reato di eccesso di legittima difesa, sia obbligato a rimborsare il danno causato dal fatto.

GRATUITO PATROCINIO: Viene esteso a favore della persona nei cui confronti sia stata disposta l’archiviazione o il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo. Lo Stato può però rifarsi delle spese anticipate se, una volta riaperte le indagini, la persona sia poi condannata in via definitiva.

VIOLAZIONE DI DOMICILIO: E’ elevata da sei mesi a un anno nel minimo e da tre a quattro anni nel massimo la pena detentiva per questo reato. Nel caso in cui la violazione è commessa con violenza su cose o persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato, l’attuale pena da uno a cinque anni è innalzata da due a sei anni.

FURTO O SCIPPO: Per questi delitti la pena detentiva è inasprita nel minimo dagli attuali tre anni a quattro anni e nel massimo dagli attuali sei anni a sette anni.

RAPINA: La pena della reclusione è elevata da 4 a 5 anni nel minimo, mentre resta fermo il massimo fissato a 10 anni. Sanzioni maggiori anche per le ipotesi aggravate e pluriaggravate.