M5s-Boldrini, lite-rissa su stipendi tagliati: “Io sì, no tu no”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2018 14:38 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2018 14:38
Laura Boldrini (foto Ansa)

Laura Boldrini (foto Ansa)

ROMA – Continua il botta e risposta tra il Movimento 5 Stelle e le altre forze politiche dopo lo scoppio, grazie a un servizio delle Iene, dello scandalo “rimborsopoli”.  “Se i #5stelle si fossero tagliati lo stipendio del 30% come ho fatto io all’inizio di questa legislatura, avrebbero fatto risparmiare lo Stato risolvendo il problema alla radice. E nessuno avrebbe potuto fare il furbetto”. Così su Facebook la Presidente della Camera ed esponente di Liberi e Uguali Laura Boldrini parla dello scandalo “rimborsopoli” del Movimento 5 Stelle.

Luigi Di Maio, il candidato premier del Movimento 5 Stelle, non ci sta: “Questa storia si trasformerà in un boomerang per gli altri partiti”.

“Sul fondo – ha poi precisato – ci sono 23 milioni e 468 mila euro, oggi i dati li potrete vedere tutti”. “Questo dato – ha aggiunto – lo sbandiereremo ovunque, sarà un boomerang per le forze politiche che in questi anni hanno rubato ai cittadini”.

La lista di chi ha falsificato (tra quelli denunciati sul blog 5 Stelle e quelli delle Iene sono dieci) i rimborsi si allunga? “Oggi vi facciamo vedere tutto”, risponde Di Maio. Che poi sull’addio di David Borrelli taglia corto: “dovete chiedere a lui, io non l’ho neanche sentito e non mi ha risposto neanche al telefono”.

E sui mancati controlli sui rimborsi ammette: “Ho sbagliato a fidarmi dell’essere umano, ma c’è tempo per rimediare, queste persone sono state allontanate”.

Il Partito Democratico ironizza: “Gente che non sa controllare i conti dei rimborsi – dice Matteo Renzi – vuole controllare i conti del governo. E c’è ancora chi gli da credito”.

“In 5 anni – rincara la dose Ettore Rosato, il deputato dem che ha dato il nome alla riforma elettorale – Di Maio ha restituito 150.087 euro cioè 30 mila euro l’anno che fanno 2500 euro al mese. Ma di che parliamo? Ognuno di noi, parlamentari del Partito democratico, contribuisce almeno con la stessa cifra al finanziamento del partito nazionale, regionale e locale, senza telecamere, senza scontrini, senza tante sceneggiate”.

“E lo facciamo – aggiunge – dopo aver abolito per legge le indennità a ministri e al presidente del Consiglio e il finanziamento pubblico ai partiti, strumenti di democrazia previsti dalla Costituzione, che non contempla invece srl proprietarie di blog che sembrano opachi, non meno di una loggia segreta”.