M5S si divide su “salvaSalvini” e Rousseau. I vertici ai dissidenti: “Chi non ci sta si dimetta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 febbraio 2019 12:44 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2019 12:44
M5S si divide su "salvaSalvini" e Rousseau. I vertici ai dissidenti: "Chi non ci sta si dimetta"

M5S si divide su “salvaSalvini” e Rousseau. I vertici ai dissidenti: “Chi non ci sta si dimetta”

ROMA – Chi fra i parlamentari M5S non condivide la linea del partito sul no all’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini si chiami fuori, si dimetta: a poche ore dalla consultazione online il capogruppo alla Camera Francesco Silvestri mette sull’avviso i deputati dopo che nel blog di riferimento si rincorrono critiche e delusioni, mentre i cosiddetti dissidenti come Paola Nugnes e Elena Fattori criticano senza riserve il salvataggio preventivo del ministro nel merito e nel metodo, cioè la scelta di derogare dallo spirito originario che impone di difendersi nel processo e l’utilizzo della piattaforma Rousseau fuori dal regolamento.

Il capogruppo M5S: “Chi non è d’accordo si dimetta e restituisca il dovuto”. “La democrazia diretta è sempre stato un principio fondante del MoVimento 5 Stelle. Anche sul caso Diciotti abbiamo fatto decidere i nostri iscritti, che è esattamente quello che non hanno mai fatto le altre forze politiche. Per questo ci stupiscono le parole di alcuni parlamentari che oggi si lamentano per questa decisione. Ricordo, ad esempio, alla senatrice Fattori e a quanti cercano giornalmente visibilità sui giornali, che è proprio grazie a Rousseau che sono potuti entrare in Parlamento, ben conoscendo le regole che hanno sottoscritto. Il dialogo all’interno del MoVimento è sempre aperto, ma se Fattori e gli altri non condividono più questo modus operandi, potrebbero semplicemente restituire quanto dovuto e dimettersi”. Così in una nota Francesco Silvestri, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei deputati.

Paola Nugnes, “voto fuori regolamento, costerà caro”. “La rete aveva già votato su questo punto quando abbiamo votato il programma. È una contraddizione forte, perché questa votazione è fuori regolamento. Nell’articolo 4 dello Statuto, che è quello che regola le votazioni, quelle di questo tipo non sono previste”. Così la senatrice M5S Paola Nugnes critica a ‘Circo Massimo’. “Con questo voto il M5S ha perso una parte della sua natura, dal punto di vista elettorale dovrebbe costare caro. Nella mia bolla di percezione il dissenso è ampissimo”, aggiunge.

Elena Fattori: “Rousseau piattaforma privata non sicura. La democrazia diretta è cosa seria”. “La piattaforma Rousseau come chiave per applicare la democrazia diretta in Italia? Non scherziamo, la democrazia diretta è una cosa seria. Si guardi come funziona in Svizzera, io sono cittadina elvetica e voto anche lì, so di cosa parlo. Ebbene in Svizzera c’è una proposta di legge per abolire il voto elettronico perché è ritenuto poco sicuro”. Lo afferma la senatrice del M5S Elena Fattori in un’intervista a Repubblica in cui torna a criticare la piattaforma, per via dei malfunzionamenti nonostante i soldi versati mensilmente dai parlamentari pentastellati, soldi per i quali, afferma, manca “una fattura, una ricevuta del versamento, almeno un rendiconto puntuale delle spese sostenute”.